Italia
Il giudice: «Sara era già morta prima dell’investimento»
Il tribunale di Firenze spiega la sentenza di assoluzione del camionista La sorella Giulia Scimmi: «Voglio sapere se ora si cercherà l’assassino»
Matteo Leoni
FIRENZE. Non c’è la prova che Sara Scimmi fosse ancora viva quando è stata investita dal tir guidato da Milko Morelli. È questa la motivazione con la quale il tribunale di Firenze ha assolto per non aver commesso il fatto il camionista di 50 anni di Santa Maria a Monte, accusato di omicidio stradale nel processo per la morte della diciannovenne che fu trovata senza vita la notte del 9 settembre del 2018 lungo la strada regionale 429 a Castelfiorentino. Ma c’è di più. Proseguendo nella sue argomentazioni il giudice Gaetano Magnelli arriva a una conclusione diametralmente opposta a quella dell’accusa: «Sara – scrive nelle motivazioni della sentenza – era già morta quando fu travolta dall’autoarticolato». Un’altra vettura, non identificata, l’aveva urtata mente camminava lungo la strada, provocandole una frattura all’altezza del ginocchio destro. Cadendo a terra, è la tesi del tribunale, la giovane avrebbe battuto la testa, riportando probabilmente lesioni fatali, precedenti a quella dovuta allo schiacciamento provocato dal tir. Chi ha ucciso Sara insomma sarebbe ancora in giro. Se lo chiede anche la sorella di Sara, Giulia Scimmi: «Vorrei capire – dice – se adesso cercheranno l’assassino, oppure lo lasceranno stare perché dicono di non avere più possibilità di trovarlo. Ogni volta mia sorella e noi familiari continuiamo a morire e a non avere giustizia». Secondo il giudice, che ha assolto Morelli dalle accuse con la formula «per non aver commesso il fatto» , «l’accuratezza delle indagini preliminari non ha dissipato il dubbio sul reale autore della morte della sventurata Sara Scimmi» . La diciannovenne fu sicuramente investita dal camion guidato da Morelli, ma, «secondo una ricostruzione alternativa più verosimile, era già morta perché colpita poco prima da altro veicolo rimasto non identificato» . La perizia del medico legale aveva già stabilito la presenza di una frattura all’altezza del ginocchio precedente alla morte, senza però collegarla al decesso. «Sara Scimmi – scrive il giudice – viva e in piedi nella carreggiata fu urtata al ginocchio destro da un’auto di media cilindrata, immortalata dalla telecamera e rimasta non identificata». È verosimile, sostiene il giudice, che la caduta conseguente all’urto le sia risultata fatale. Di parere opposto il legale dei familiari, avvocato Carlo Presutti Cioni, che sostiene come da parte dei giudici ci sia stato un «totale travisamento della prova» e sottolinea come «la causa di morte unica e certa di Sara» sia “il sormontamento” da parte del tir condotto da Morelli. Sulla vicenda è intervenuta anche la parlamentare Pd di Castelfiorentino Laura Cantini: «Se Sara era già morta quando il camion l’ha investita – ha affermato su facebook – vuol dire che la famiglia ha sempre avuto ragione e allora servono altre e più approfondite indagini». –
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