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l’accordo 

La distilleria Deta cresce. Intesa con tre Comuni per farlo nel modo giusto

Giacomo Bertelli
La distilleria Deta
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La distilleria Deta

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CERTALDO. Un protocollo d'intesa per favorire la qualità territoriale e l'incremento delle prestazioni ambientali dell'azienda distilleria Deta. È questo il principale scopo, articolato in 10 punti, per cui il Comune di Certaldo ha aderito a un accordo assieme alle amministrazioni di Barberino Tavarnelle, Poggibonsi e San Gimignano.

La distilleria, che dista pochi chilometri da Certaldo,è situata nella zona industriale di Zambra, nel comune di Barberino Tavarnelle, e ha presentato un ambizioso progetto industriale alzare per l'altezza della sua ciminiera e crescere nella produzione dei suoi prodotti. Si tratta di una attività storica del territorio, insediatasi nel 1926, a metà fra la Valdelsa e il Chianti e nel 2017 è stata rilevata dalle distillerie Mazzari di Ravenna, che hanno subito investito per una riqualificazione ambientale. La realtà svolge attività di lavorazione di vino, vinaccia di uva e feccia di vino per la produzione di distillati alcolici, grappe, brandy e vinaccioli.

Con l'insediamento della nuova proprietà sono stati apportati alcuni cambiamenti, che hanno trovato in alcuni frangenti il disco verde degli organi competenti, come la Regione Toscana. Nel frattempo, nel corso degli anni, ci sono state numerose segnalazioni e proteste da parte dei cittadini, che hanno denunciato cattivi odori, provenienti dalla distilleria. L'azienda ha apportato interventi finalizzati a ridurre i disagi e adesso sta cercando di portare avanti un progetto molto importante per il suo futuro industriale, in termini di produzione e rispetto dell'ambiente.

I CONTROLLI DELL'ARPAT

Ma queste richieste hanno rimesso in moto il comitato di difesa e tutela della Valdelsa. Lo stesso che anni fa, fu in prima linea per contrastare i pozzi di estrazione di anidride carbonica a Certaldo. Il suo presidente adesso è Arturo Giolitti, che rappresenta una folta comunità che si sta opponendo a questo progetto. La frazione ha ricevuto investimenti ma non ancora sufficienti a giudizio dei residenti. I Comuni, preoccupati dalle proteste dei cittadini e dall'impatto anche visivo che lo stesso sito industriale potrebbe ulteriormente comportare, hanno deciso di dar vita ad una importante collaborazione per una soluzione che possa essere ampiamente condivisa.

Sono 10 i punti dei tre Comuni sui quali hanno deciso di convergere: un sistema di monitoraggio per verificare gli inquinanti atmosferici, individuare forme di partecipazione della comunità con l'azienda, favorire lo sviluppo tecnologico, l'innovazione produttiva, il migliore inserimento ambientale, sociale e paesaggistico, individuare la tempistica migliore del ciclo produttivo in relazione alle stagioni, sostenere il piano di crescita in termini di risorse umane, favorire accordi tra azienda e soggetti locali, collaborare a progetti sperimentali sulle forme di riutilizzo di energia prodotta ed finire dare forza all'economica circolare. —

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