Il Tirreno

Empoli

LA PREVENZIONE COVID 

Oltre 2.300 test antigenici alle categorie più a rischio

Marco Pagli
Oltre 2.300 test antigenici alle categorie più a rischio

La Regione allarga la platea di operatori coinvolti nel monitoraggio del contagio Interessati anche vigili del fuoco e lavoratori di aziende di rifiuti, acqua, gas e luce 

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Marco Pagli

EMPOLI. Oltre 2.300 test al mese nell’Empolese Valdelsa effettuati ai lavoratori che rientrano nelle categorie considerate più a rischio. La Regione decide di allargare la platea degli operatori coinvolti nel programma di monitoraggio del contagio e potenzia la campagna di rilevazione aumentando i soggetti testati ogni mese. Operatori della sanità e dei servizi sociosanitari, delle residenze per disabili e dei servizi per le dipendenze e la salute mentale, dei centri di accoglienze dei profughi e delle case rifugio, assistenti sociali e volontari operanti nei servizi sanitari, educativi e sociali. Ma anche badanti, vigili del fuoco, vigili urbani e forze dell’ordine e operatori del trasporto pubblico locale. E adesso anche operatori dei servizi di raccolta e smaltimento di rifiuti, operatori del servizio idrico e dei gestori di energia elettrica e gas, oltre ai lavoratori delle aziende pubbliche di edilizia residenziale pubblica. Il piano regionale di monitoraggio prevede per ogni categoria un numero di tamponi rapidi da effettuare ogni mese. L’obiettivo è quello di incrementare la capacità di testare i potenziali asintomatici «per facilitare l’individuazione precoce delle catene di trasmissione del Covid». Come si spiega nella proposta, che rientra nel programma “Territori Sicuri”, «la maggiore organizzazione del tracciamento attraverso l’implementazione delle centrali aziendali di contact tracing, ha portato la regione a sperimentare tra le maggiori riduzioni dei tassi di positività in Italia. Questo permette adesso una programmazione di campagne proattive per intercettare i casi positivi, innanzitutto nei luoghi di maggiori contagio».

L’Asl Toscana Centro ha previsto un numero complessivo di quasi 20mila tamponi antigenici al mese da effettuare ai soggetti che rientrano in particolari categorie a rischio. I test saranno messi direttamente a disposizione delle strutture comprese nel piano, che saranno incaricate di effettuarli sugli operatori in servizio. Nel circondario la tabella dell’Asl prevede test a cadenza mensile a 90 operatori sanitari che lavorano all’interno dei servizi residenziali e domiciliari, comprese le strutture per minori. Saranno nel complesso 490 gli operatori delle residenze sanitarie per disabili (330) e dei servizi per le dipendenze e per la salute mentale (160), che saranno soggetti a tampone rapido. I test rivolti a coloro che lavorano all’interno dei centri di accoglienza dei profughi e delle case rifugio saranno 200. —

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