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la sindaca brenda barnini 

«Dobbiamo ridurre le nostre libertà per battere il virus»

Daniele Dei
«Dobbiamo ridurre le nostre libertà per battere il virus»

La proposta di Masetti, primo cittadino di Montelupo: «Dovremmo fare tamponi di massa agli studenti» 

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EMPOLI. Una scelta inevitabile: i sindaci dell'Empolese Valdelsa in generale ritengono giusto attivare la “zona rossa” Covid. Nel corso della giornata di ieri si sono alternati numerosi post e dirette video sui social a tutte le ore per cercare di dare, ognuno, la propria lettura della situazione. Il confronto di giovedì sera col presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, visti l’escalation dei dati, non poteva che arrivare a questa decisione.

«Abbiamo cercato di combattere la “zona rossa” con le armi a nostra disposizione – ha detto la sindaca di Empoli, Brenda Barnini – ma non deve essere vissuta come un giudizio negativo o una punizione nei confronti di qualcuno. Ne eravamo rimasti fuori per tre mesi con un minimo di abitudini per i nostro comportamenti che ci hanno permesso di fare crescere i contagi in modo misurato. Se torniamo a un irrigidimento delle libertà individuali è perché non ce la facciamo a ridurre la velocità del virus. Se siamo passati in una settimana da quattro a 23 classi in quarantena significa come, nonostante tutti gli sforzi nel settore scolastico, non ci siano luoghi esenti dal contagio».

Barnini pensa anche a come fare in modo che le regole vengano rispettate. «Sto valutando – ha proseguito la prima cittadina empolese – misure da adottare con ordinanze per fare comprendere ancora di più restrizioni che ci sono in “zona rossa”. Ho chiesto al commissariato il massimo della collaborazione, ho scritto al prefetto per darci una mano e la municipale sarà presente. Già da questo fine settimana io chiederò il massimo dei controlli. Soltanto che da ora ci saranno due aspetti che dovranno marciare di pari passo: da una parte comportamento come da “lockdown”, dall'altra intensificazione della campagna vaccinale».

Tra l'altro ieri, con la ripresa dell'utilizzo di Astrazeneca, sono 279 i cittadini della zona che si sono aggiunti a quelli che hanno ricevuto almeno una prima dose del siero, per un totale di 18.738 persone.

«Non c'era motivazione per chiudere prima le scuole – commenta il sindaco di Castelfiorentino e presidente dell'Unione dei Comuni, Alessio Falorni – noi per esempio abbiamo quattro classi in quarantena. Da un punto di vista sanitario è un carico pesante per le famiglie interrompere la didattica in presenza, le scuole sono luoghi più sicuri di altri del territorio. Avendo la possibilità si poteva fare qualche sforzo in più per restare aperti. Ringrazio la direttrice Silvia Guarducci e l'ospedale di Empoli per aver “tenuto botta” e averci mantenuto in zona arancione un altro po'».

Lo stesso sindaco valdelsano dice la sia anche sugli indennizzi per le imprese: «Nell'incontro Stato-Regioni è stato chiesto che il quinto decreto legge “Sostegni” li prevedesse anche per le micro “zone rosse” – conclude – finché non arriverà l'ufficialità però non facciamoci la bocca».

Per Paolo Masetti di Montelupo «dovremmo fare tamponi di massa in particolare agli studenti, anche se non ci sono scuole in quarantena, perché è molto probabile che un buon numero siano contagiati. Non comprendo la necessità di permettere alle persone di spostarsi nelle seconde case». «Qualcuno potrà obiettare che la settimana scorsa, il dato fosse più elevato ed è così – sono le conclusioni di Giacomo Cucini di Certaldo – ma adesso, alla luce delle novità imposte dal secondo decreto Draghi, è cambiata l’ottica: si può e si deve prendere in esame i dati dell’intero distretto territoriale». —

Daniele Dei

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