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Empoli

la protesta 

Dopo il danno la beffa «Chiesti mille euro per un sopralluogo»

David Biuzzi
Dopo il danno la beffa «Chiesti mille euro per un sopralluogo»

Il figlio della coppia coinvolta nell’incendio dell’appartamento non riesce a digerire la richiesta che gli è arrivata da Alia

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EMPOLI. Prima la grande paura, quindi il danno e infine la beffa. È il poco piacevole vortice di sensazioni in cui è entrato, da qualche giorno, Emanuele Carrai.

Tutta colpa di una coperta termica lasciata forse un po’ troppo tempo accesa e finita in corto circuito. Provocando un incendio, in un appartamento di via Marconi, dove vivono i suoi genitori. Che, fortunatamente, sono riusciti a mettersi in salvo cavandosela con un grande spavento equalche ora di osservazione all’ospedale per il fumo inalato.

Tutto bene, dunque, sotto questo punto di vista (che è anche quello più importante), ma per il figlio da venerdì 12 è iniziato il solito tormentone di telefonate e richieste di aiuto. Ai muratori, che in pratica hanno già ripristinato la situazione, all’assicurazione, che sta facendo il suo dovere, e ad Alia, dove invece è saltato fuori l’intoppo. «L’incendio che si è sviluppato – racconta Carrai – in pratica ha “mangiato” tutto l’arredamento della camera dei miei genitori. Così ho chiesto l’intervento di Alia, ma quello che mi è stato detto mi ha stupito».

Già, perché la società che gestisce i servizi ambientali nell’Empolese Valdelsa e in altre parti della Toscana ha subito avvisato Carrai su come si svolge la prassi in questi casi. «In sostanza – racconta – mi hanno chiesto mille euro solo per venire a vedere cosa era successo, per capire cosa fosse bruciato e come smaltirlo».

Mille euro per fare un quadro della situazione, insomma. «Ovviamente – dice ancora Carrai – capisco perfettamente che i costi dello smaltimento saranno a carico nostro e lo accetto, ma non mi va giù pagare mille euro solo perché qualcuno venga a dare un’occhiata».

Intanto il materiale è stato “appoggiato” nel giardino di un vicino comprensivo. «Non mi piace polemizzare per il gusto di farlo – dice ancora Carrai – ma se paghiamo la Tari un motivo dovrà pur esserci. È giusto impegnarsi tutti per una corretta raccolta differenziata, pagare il dovuto ma di fronte a certe richieste di viene voglia di comportarti in maniera differente. Chi abbandona i rifiuti, di qualsiasi tipo, sbaglia e sbaglia di brutto, però anche così non ci siamo».

Anche perché, in questo caso, a pagarne il prezzo potrebbero essere persone fragili. «I miei genitori sono pensionati – conclude il figlio della coppia protagonista dello spiacevole episodio – e, in un periodo difficile come questo, se non ci fossi io quei mille euro potrebbero anche essere un peso enorme. Se queste sono le regole di Alia, insomma, potrebbe essere arrivato il momento di cambiarle». —

David Biuzzi

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