Gioco
«Ho rischiato la vita per il Covid il mio opuscolo aiuterà gli altri»
L’imprenditore empolese Gian Luca Borsellini ha pubblicato 10mila brochure nelle quali si forniscono utili informazioni per prevenire una possibile polmonite
Daniele Dei
EMPOLI. Ha prima perso un amico a causa del Covid, poi ha rischiato a propria volta la vita a causa del virus, tanto da volere alla fine restituire qualcosa alla comunità per fare tesoro di queste esperienze. L'imprenditore di Empoli Gian Luca Borsellini, 60 anni, titolare della Glass Design di Spicchio di Vinci, ha deciso di compiere un atto di beneficenza particolarmente insolito rispetto a quanto già visto in passato: creare materiale informativo affinché le persone sapessero come comportarsi qualora si trovassero a combattere con il Coronavirus. Ha stampato 10mila opuscoli trovando in questo progetto due preziosi collaboratori: uno è Luca Masotti, direttore di “medicina interna 2” all’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, l'altro è Damiano Salvadori, in arte Demicostyle, nipote dell'imprenditore e fresco di diploma all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, con un talento innato come vignettista.
L'idea è nata sotto un casco per l'ossigenazione, durante i lunghi giorni di ricovero a cui Borsellini è dovuto sottostare. «È iniziato tutto a fine ottobre – racconta l'imprenditore – ero tranquillo e sereno a casa, ho fatto un controllo con il saturimetro e tutto a un tratto non avevo più ossigeno nei polmoni a sufficienza. Ho chiamato il mio medici e sono arrivate a casa le Usca. Da lì sono stato ricoverato per polmonite bilaterali: sono stato ospedalizzato al “San Giuseppe” il 4 novembre e sono rimasto lì per 21 giorni, con anche alcune ore in terapia intensiva. Una volta tornato a casa ci ho messo un altro mese per ristabilirmi: accusavo formicolio ai piedi e avevo problemi a camminare. Ma quando ti manca l'ossigeno, tutti gli altri problemi passano in secondo piano». Quando Borsellini è stato colto da questo episodio, era ancora molto scosso per fatti accaduti nei mesi precedenti: «Un mio amico di Roma era morto a causa del Covid – racconta – eravamo andati insieme a sciare, poi al rientro gli fu riscontrata l'infezione. Nel suo caso, essendo solo a inizio pandemia, l'ospedalizzazione fu tardiva e purtroppo le condizioni peggiorarono molto in fretta. È stato uno shock da cui ho capito come sia importante controllare sempre i polmoni con il saturimetro: passare da qualche linea di febbre a infezioni ai polmoni è un attimo. Un altro episodio che mi è rimasto impresso è la morte di una persona che era in reparto con me». Ecco dunque il bisogno di spiegare agli altri come comportarsi: una volta dimesso dall'ospedale, Borsellini ha messo nero su bianco quanto pensato durante il ricovero, ha trovato il supporto di Masotti e di suo nipote oltre al patrocinio del Comune, dopo aver presentato la sua idea alla sindaca Brenda Barnini. «Grazie alle illustrazioni di Damiano Salvadori – prosegue l'imprenditore empolese – è stato possibile raccontare con un linguaggio più iconico e leggero un tema estremamente importante, con l'idea di colpire il lettore aiutandolo a memorizzare». Tanti i consigli che si trovano nelle cinque pagine dell'opuscolo. «Per prevenire una possibile polmonite – spiega Borsellini all'interno della sua brochure – almeno due volte al giorno e dopo una piccola attività fisica, bisogna monitorare l'ossigeno nel sangue con il saturimetro. Se il valore di SpO2 scende sotto il 92-90%, chiedere al proprio medico una visita domiciliare della Usca». Il volantino spiega la differenza tra essere 'negativo' o 'negativizzato', spiegando i tempi di rientro al lavoro, il funzionamento degli alberghi sanitari e delle strutture di lungodegenza. E poi tanti altri consigli, come fare attività fisica per verificare se realmente siamo di fronte a una carenza di ossigeno. Per portare a termine il lavoro, adesso è il Comune di Empoli a doversi fare carico di distribuire i volantini: saranno distribuiti nelle farmacie, negli ambulatori dei medici e all'ospedale, oltre che alla Misericordia e alla Caritas, forse anche assieme alle mascherine qualora la Regione organizzerà una nuova distribuzione. «Sono stato male, ma non come tanti altri – tira le conclusioni Gian Luca Borsellini – ma sotto quel casco ho riflettuto molto e ho cercato di trarre insegnamenti da questa esperienza. Il senso di smarrimento che si ha per tutto quanto di accade quando sei positivo è notevole. Era importante far capire cosa bisogna fare: è fondamentale sapere per affrontare il tutto con consapevolezza».
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