Il Tirreno

Empoli

Lega: "Necessaria una commemorazione condivisa dell'eccidio dei "Fatti di Empoli"

Andrea Picchielli capogruppo della Lega Salvini Empoli
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Andrea Picchielli capogruppo della Lega Salvini Empoli

Chiesto "il ricollocamento della targa (rimossa dopo la Seconda Guerra Mondiale) in onore dei caduti ed i feriti nel luogo dell'eccidio e l'intitolazione di una via o di una piazza, insieme ad un monumento dedicato ad un futuro di fratellanza, in ricordo di tutti coloro che persero la vita in quei giorni tremendi del 1921, qualunque fosse la loro fede politica"

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EMPOLI. Lunedì 1 marzo il Centro Studi Machiavelli ha trasmesso in diretta Facebook un convegno per ricordare i "Fatti di Empoli" avvenuti nel 1921, con la partecipazione del presidente dell'istituto Daniele Scalea, dell'onorevole Guglielmo Picchi, del capogruppo Lega di Empoli Andrea Picchielli e del capogruppo  Lega presso l'unione dei Comuni Empolese Valdelsa, Leonardo Pilastri.

" I fatti riguardano la strage -  ricostruiscono gli organizzatori dell'iniziativa - che si consumò il 1 marzo 1921 a Empoli per mano di una numerosa folla che guidata dai comunisti locali, organizzò un agguato contro alcune decine di marinai scambiati per squadristi fascisti, ma che in realtà si stavano dirigendo a Firenze con il compito di riattivare le ferrovie interrotte dagli scioperi e dalle rivolte di quei giorni.  I camion sulle quali si trovavano i marinai e i carabinieri,  furono assaliti con armi da fuoco. Uno di questi riuscì, seppur con due morti a bordo, ad allontanarsi mentre l'altro sbandò ed i militari vennero linciati dalla folla. Essi furono linciati, anche dopo che si erano fatti riconoscere per quello che erano in realtà".

"Oggi non c'è una memoria storica di questo tragico avvenimento nella città di Empoli a causa di una "damnatio memoriae" sistematicamente attuata da parte delle amministrazioni di sinistra che si sono succedute negli anni fino ad oggi. Pertanto come Lega chiederemo il ricollocamento della targa (rimossa dopo la Seconda Guerra Mondiale) in onore dei caduti ed i feriti nel luogo dell'eccidio e l'intitolazione di una via o di una piazza, insieme ad un monumento dedicato ad un futuro di fratellanza, in ricordo di tutti coloro che persero la vita in quei giorni tremendi del 1921, qualunque fosse la loro fede politica.Riteniamo opportuno, inoltre, far intraprendere un percorso informativo e conoscitivo negli istituti di formazione secondaria del territorio empolese, per rendere consapevoli le nuove generazioni di questi fatti, con l'obiettivo di costruire un futuro sulle basi della tolleranza, della democrazia, della fratellanza e del pluralismo politico.  Lavoreremo, infine, in coordinamento con gli enti interessati, per organizzare ogni anno una commemorazione de "l'eccidio di Empoli del primo marzo 1921", a cui partecipino autorità militari e civili al massimo livello nazionale, regionale e locale, per colmare l'imbarazzante vuoto creato intorno a questo evento dall'amministrazione comunale di Empoli, che nemmeno quest'anno ha provveduto a mettere almeno un fiore sulle tombe di questi poveri militari italiani, caduti senza saperne la ragione nell'adempimento del loro dovere, in Italia, a poco più di due anni dalla fine della Grande Guerra".

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