Sicurezza
Il granaio di villa Canonica è tra i beni che il Comune vuole mettere all’asta
Il valore dell’edificio è stato stimato in 270mila euro Il complesso immobiliare in passato aveva ospitato un orfanotrofio e una scuola
Giacomo Bertelli
CERTALDO. La villa di Canonica di Certaldo perde pezzi. Il Comune ha deciso di alienare un immobile di questo complesso, mentre il degrado continua ad avanzare in maniera inesorabile . Nel registro delle presunte alienazioni, approvato a fine gennaio dalla giunta comunale, vi è l'immobile che corrisponde al granaio, sul mercato nel 2022 per 270mila euro. La fine di questa tenuta sembra sempre più vicina. Sul tavolo dell'amministrazione comunale di Certaldo ci sono documenti che l'Agenzia del Demanio consegnò a fine 2018, dove con una relazione completa si mettevano sul piatto gli elementi per provare a valorizzare tali edifici sul mercato immobiliare. Il Demanio stabilì un accordo nel 2014 con il Comune per provare a valorizzare gli immobili, ma nel 2018 poi tale convenzione non è stata rinnovata. Adesso però, a distanza di tre anni, non vi sono novità: l'immobile continua a perdere pezzi e i tanti annunci fatti nel corso degli anni, sono caduti nel vuoto, a fronte di ingenti somme spese. Fonti dell'amministrazione comunale spiegano che tracciare un nuovo percorso non è così facile: «Bisogna dire alla comunità che non si può demolire e dar vita ad abitazioni. Quegli edifici sono vincolati dalla Sovrintendenza ed occorre un intervento mirato che guardi al sociale». Fra le ipotesi infine, non da escludere, vi è anche quella di mettere il plesso all'asta. Scenari tutti da interpretare e da seguire ma che intanto proiettano la villa, due case coloniche, quattro rimesse rurali, per un totale di 5700 metri quadrati, sviluppati su due ettari di terreno, in un futuro molto incerto. Immobili donati al Comune di Certaldo intorno agli anni 1960 e sul quale studiosi del territorio, hanno cercato di ricostruire l'importanza che ha avuto nel corso del tempo, che ha ospitato un orfanotrofio e una scuola nel suo più recente passato, a cavallo fra il passaggio dal privato al comune di Certaldo. Solo nel 1999 si cominciò ad analizzare scenari concreti per la Villa, la tinaia e il fienile. Venne trovato una sorta di accordo temporaneo e d’urgenza a livello istituzionale e politico, con l’intervento della Scuola Professionale Edile di Firenze, dove muratori-studenti avrebbero dovuto mettere in sicurezza una parte dell’edificio. Ma la destinazione a luogo di riunioni venne bocciata insieme alla richiesta di finanziamenti per il Giubileo, mentre l’edificio intanto crollava a pezzi, nella totale instabilità e integrità della sua struttura. Nell’aprile 2008 arrivò l’annuncio che per giugno sarebbe stato pronto il progetto definitivo per il recupero dell’area con un costo pari a 4 milioni di euro. Il 1º maggio 2009 anche l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici visita la struttura, accompagnato dal direttore dei lavori. A marzo 2011 il vicesindaco di Certaldo, Francesco Betti, dichiarò che i lavori «continueranno ma che ci vorranno alcuni anni per vedere completata la struttura». Quei lavori non sono mai proseguiti, il comune di Certaldo stanziava ogni anno delle risorse che servivano per portare avanti ma con lentezza quel cantiere. Alla fine sono stati stanziati 248mila euro dal Comune. Andati quasi tutti in fumo.
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