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La “zona rossa” è rimandata Screening anche a Certaldo

Daniele Dei
La “zona rossa” è rimandata Screening anche a Certaldo

Alessio Falorni presidente dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa «In caso di chiusure sono indispensabili i giusti ristori per le imprese»

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Daniele Dei

EMPOLI. Dal 4 al 6 marzo si farà lo screening di massa a Certaldo. Lo ha deciso ieri sera la Regione Toscana, programmando tamponi gratuiti per chi li vorrà fare in piazza dei Macelli dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Questo quando la “zona rossa” dell'Empolese Valdelsa appare solo rimandata, almeno stando all'andamento attuale dei dati del Covid-19. La mossa degli undici sindaci del territorio, al colloquio giovedì sera con il presidente della Regione Eugenio Giani, è stata quella di prendere tempo per «trovare un equilibrio tra la questione sanitaria e gravità della situazione economica». Le parole sono del presidente dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, Alessio Falorni, il quale ha spiegato che una eventuale “zona rossa” subprovinciale potrebbe essere messa in atto dopo quanto accaduto nei territori di Pistoia e Siena. «Noi ci collochiamo proprio al centro di quella fascia longitudinale che ha queste due province come estremità – spiega il sindaco di Castelfiorentino – i dati sono leggermente migliori ma seguono lo stesso andamento. La nostra posizione è questa: se a livello nazionale arriveranno misure per ristorare le imprese delle “zone rosse” locali diventerà più facile sottoporre le attività economiche a un nuovo sacrificio, altrimenti si rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Abbiamo chiesto analisi dei dati attuali più adeguate e precise in modo da valutare le decisioni: ovvio che la salute pubblica è al primo posto, ma non possiamo non tener conto del contesto». «Ricordo che non ci siamo mai tirati indietro nel prendere le decisioni – prosegue Falorni – nei mesi passati chiedemmo la “zona rossa” prima che venisse poi ufficializzata a livello regionale. L'Empolese Valdelsa è il centro della Toscana, ci sono molti flussi di persone ed è anche questo a porci a rischio. Gli strumenti per arginare la pandemia sono quelli già visti e adottati, non ce li possiamo inventare: sicuramente la classificazione delle zone aiuta più di altre azioni, per il resto ci sono le ordinanze restrittive come quelle di Certaldo e Capraia e Limite. A Castelfiorentino ancora non ho firmato questi provvedimenti, valuteremo». Il tema dei controlli è un altro aspetto fondamentale affinché si possa raggiungere dei risultati: «Non abbiamo un esercito per controllare il territorio – è l'opinione del presidente dell'Unione – ci sono i nostri vigili più le forze dell'ordine che possono darci una mano, ma non possiamo distrarle dagli altri compiti relativi alla pubblica sicurezza. Deve passare questo concetto: se non abbiamo la collaborazione dei cittadini è inutile buttarla sempre sul tema dei controlli». Potrebbe essere sensato chiedere uno screening massivo su tutto il circondario, dopo che verrà fatto anche a Certaldo? «Perché no – conclude Falorni – conoscere le situazioni ci può solo aiutare. Più il quadro è chiaro, meglio si può operare per contenere la pandemia. Per assurdo potremmo essere tutti portatori del virus senza saperlo». —

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