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Niente centrali idroelettriche sull'Arno La Regione ha archiviato la concessione

Daniele Dei
Niente centrali idroelettriche sull'Arno La Regione ha archiviato la concessione

Tramontato il progetto presentato quattordici anni fa da Publiservizi che poi era stato ceduto a una società controllata

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Daniele Dei

EMPOLI. Un progetto “paralizzato” per quasi 14 anni, fino a quando la Regione Toscana ha preso in mano la situazione archiviando la concessione erogata a suo tempo. Si tratta della realizzazione di due impianti idroelettrici lungo il percorso del fiume Arno a Empoli, una proposta ambiziosa che era stata promossa da Publiservizi. Era il 2 agosto 2007 quando l'ex deputato Vassili Campatelli, in qualità di legale rappresentante della società a maggioranza di capitali pubblici, aveva presentato all'allora Circondario Empolese Valdelsa una richiesta per la derivazione delle acque fluviali per generale due salti in cui generare una forza di caduta tale da azionare impianti idroelettrici. Questi sarebbero dovuti sorgere nella zona dello stadio “Carlo Castellani”, dove si trovano anche tra l'altro gli uffici di via Garigliano che ospitano le aziende dentro la sfera di Publiservizi, e ad Avane. In particolare, allo stadio doveva essere creato un dislivello di un metro e 70 centimetri, per una portata media annua di 40mila litri al secondo e una potenza nominale idraulica di 666,67 kilowatt. Ad Avane stesso principio, ma con un salto di due metri e 40 centimetri e una potenza di 941,18 kilowatt. In entrambi i casi c'erano offerte concorrenti: per lo stadio altre due e per Avane una soltanto. Tutto sembrava andare verso la direzione di creare queste due centrali elettriche da fonte rinnovabile, tanto che il 16 aprile 2009 l'Autorità di Bacino aveva concesso i pareri favorevoli ai due progetti e il 2 febbraio 2010 gli enti preposti avevano effettuato i sopralluoghi. A occuparsi di realizzare queste centrali idroelettriche sarebbe dovuta essere stata la Step Srl di Empoli, una società controllata da Publiservizi a cui era stato ceduto il ramo di azienda. Da qui poi è calato il silenzio: la Step, nel 2014, ha passato di nuovo la palla alla Bulicata Srl di Pistoia, azienda per il 60% controllata da Publiservizi e per il 40% da Step stessa, nata per promuovere studi e progetti nel campo delle rinnovabili, con compresa gestione e manutenzione di impianti industriali. Il settore Genio Civile Valdarno Superiore della Regione Toscana, il 28 ottobre scorso ha ripreso in mano la questione, accorgendosi come tutto fosse rimasto al palo. È stata scritta una comunicazione alla Bulicata affinché si capisse se il progetto fosse ancora in piedi. La controllata di Publiservizi ha risposto il 6 novembre confermando l'interesse alla prosecuzione del procedimento, soltanto che la Regione a quel punto ha concesso 60 giorni per attivare la procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale con un progetto che fosse revisionato ai giorni attuali. Ciò nonostante, sono trascorsi i due mesi e questi documenti sono arrivati, tanto da venire dunque archiviati. Bulicata, a questo punto, dal 2 febbraio scorso, quando è stato emesso il provvedimento, ha la possibilità entro 60 giorni di presentare ricorso al tribunale superiore delle acque pubbliche per non perdere questa opportunità ad appannaggio, si presume, di altri soggetti pronti di nuovo a concorrere. «L'amministrazione procedente – si legge infatti nei due decreti emessi dalla Regione – ha il dovere di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, anche per motivi di opportunità, per assicurare la certezza delle situazioni giuridiche ed evitare che la pendenza del procedimento dovuta all’inerzia del proponente impedisca sine die di dare seguito ad analoghe istanze di concessione di soggetti terzi contravvenendo altresì al pubblico interesse allo sfruttamento della risorsa idrica». —

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