Sicurezza
In arrivo i ristori comunali per i nidi d'infanzia privati
Quasi ottomila euro per i nidi privati autorizzati nel comune di Empoli. Le risorse, stanziate dall’amministrazione, verranno liquidate in questi giorni in favore delle strutture che hanno subito perdite in conseguenza delle chiusure avvenute durante la primavera scorsa
EMPOLI. Quasi ottomila euro per i nidi privati autorizzati nel comune di Empoli. Le risorse, stanziate dall’amministrazione, verranno liquidate in questi giorni in favore delle strutture che hanno subito perdite in conseguenza delle chiusure avvenute durante la primavera scorsa. In particolare, con una determina dirigenziale del luglio scorso erano state impegnate «risorse a sostegno dei nidi privati autorizzati per il periodo di chiusura a seguito di emergenza sanitaria da Covid-19, riferito ai mesi di aprile, maggio e giugno». Le strutture che beneficeranno del fondo straordinario comunale sono il nido “Le Coccole” di via XXVI Dicembre nella zona di Cascine e il nido “Onte Bollonte” di via Dogali, che fa capo alla società “Tre civette col paltò”. In tutto lo stanziamento ammonta a 7.651 euro, suddiviso tra i due nidi. Nello specifico 3.716 euro sono stati accordati alla prima struttura, mentre 3.935 euro andranno alla seconda. Con il provvedimento – la determina è la numero 691 – adottato all’inizio di luglio dello scorso anno sono stati stabiliti i criteri in base ai quali assegnare i ristori. Il contributo stabilito per ciascun bambino iscritto al nido è di 66 euro per le spese di didattica a distanza e di 45 euro per i nostri generali di gestione e di struttura. Per il nido “Le Coccole”, quindi, è stato stabilito un budget mensile massimo 1.000 euro per la didattica a distanza e di 550 euro per le spese generali di gestione e i costi fissi. Mentre per il nido “Onto Bollonte” il tetto massimo di ristoro è stato fissato in 1.326 euro le la didattica a distanza e in 1.331 euro per le spese di gestione e i costi fissi.
Dal momento in cui sono stati stabiliti i criteri e decisi i tetti massimi di finanziamento per ciascuna struttura, gli uffici comunali hanno richiesto alla direzione dei due nidi le rendicontazioni. Queste ultime sono state presentare e affidate all’ufficio del servizio educativo all’infanzia, che le ha esaminate per decidere l’importo effettivo da versare. Per il nido di via XXVI Dicembre è stato riconosciuto per intero il contributo massimo previsto per la didattica a distanza, dal momento che «è stata realizzata come da progetto». Mentre per quanto riguarda le spese generali di gestione e i costi fissi di struttura, l’importo stanziato per i tre mesi presi in considerazione è di 714 euro, che corrisponde alle spese rendicontato ed effettivamente sostenute dalla struttura educativa nel periodo aprile-giugno dello scorso anno. Per il nido di via Dogali, invece, il discorso è stato diverso. «Nonostante la realizzazione della didattica a distanza come da progetto - si legge nella determina - non potrà essere riconosciuto alcun contributo, avendo la struttura percepito altri contributi per i mesi interessati, così come richiesto nella dichiarazione presentata nella quale si specifica che la liquidazione del contributo è condizionata alla totale assenza di riscossione di tariffe o altra forma di contribuzione alle spese del nido da parte delle famiglie a qualsiasi titolo». Per quanto riguarda, invece, le spese generali di gestione e i costi fissi di struttura l’ufficio comunale ha riconosciuto, sulla base della rendicontazione, il contributo massimo previsto e cioè 3.935 euro per i tre mesi. —
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