Il Tirreno

Empoli

Le morti sul lavoro 

Sarà la perizia sul compressore esploso a fare luce sulla morte del falegname

Matteo Leoni

Da un primo esame il macchinario risulta vecchio e corroso. La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo dell’artigiano

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Matteo Leoni

EMPOLI. Un compressore vecchio e corroso dalla ruggine, la cui struttura avrebbe ceduto improvvisamente. Da una prima ricostruzione, che dovrà essere necessariamente confermata dagli accertamenti tecnici del caso, sarebbe questa la causa dell'esplosione che in un istante si è portata via la vita di Francesco Santiccioli, falegname titolare di una bottega artigiana a Pontorme. Martedì mattina Santiccioli, 68 anni, di origini liguri ma residente da anni nel borgo storico situato a Est del centro di Empoli, stava lavorando come ogni giorno nella sua falegnameria, quando qualcosa è andato storto. La deflagrazione lo ha travolto e ucciso sul colpo, e ha ferito, per fortuna in modo non grave, una persona che si trovava con lui, un amico che era andato a trovarlo. La pm titolare delle indagini, Beatrice Giunti, disporrà l'autopsia sul corpo dell'artigiano. L'esito dell'esame autoptico servirà a fare chiarezza sulle esatte cause della morte, sebbene al momento non siano emerse responsabilità a carico di terzi. Sempre il magistrato ha incaricato un ingegnere di effettuare una consulenza tecnica sul compressore, per ricostruire le cause del malfunzionamento che ha portato all'esplosione. Da un primo esame sul posto, sarebbe stata la ruggine a causare la tragedia. Nella parte che ha ceduto, il macchinario era corroso della ruggine, che, spiegano gli inquirenti, ne aveva mangiato il metallo riducendone notevolmente lo spessore e dunque la robustezza. Il compressore insomma era vecchio, risaliva agli anni '80, e probabilmente necessitava di importanti interventi di manutenzione. Una ricostruzione, questa, che non è ancora definitiva e che dovrà essere comunque confermata dalla consulenza tecnica. Santiccioli, dapprima dipendente in un'azienda di Firenze, sempre del settore del legno, si era trasferito a Pontorme per realizzare il suo sogno di mettersi in proprio nel campo dove aveva da sempre lavorato. Lo aiutava il figlio Mirko, che al momento dell'incidente era fuori per delle commissioni ed è stato trai primi a precipitarsi sul posto dopo aver appreso della tragedia. L'artigiano lascia altri due figli, Juri e Davide, e una moglie. Ieri Juri ha sfogato il suo dolore affidando i suoi sentimenti a un post sul suo profilo facebook: «C'è il dolore - ha scritto - c'è tanto dolore, ma soprattutto in questo momento ho tanta rabbia, una rabbia che mi corrode dentro. Una fatalità, un fulmine a ciel sereno. Ciao babbo». Francesco Santiccioli, se n'è andato così, all'improvviso, senza che nessuno potesse fare niente per aiutarlo. I soccorsi, per quanto tempestivi, non hanno potuto scongiurare la tragedia. Impressionante la violenza dell'esplosione provocata dal piccolo compressore, che ha squassato l'interno della falegnameria, invasa in un attimo da polvere e detriti, creando anche gravi danni strutturali, in particolare al soffitto. Per questo, i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l'appartamento che sorge sopra al laboratorio. —

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