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Eletto Fontanelli, il sindaco “rosso” fu tra i protagonisti della nascita del Pci

di Alessandro Spinelli
Eletto Fontanelli, il sindaco “rosso” fu tra i protagonisti della nascita del Pci

Primo segretario della sezione di Castelfiorentino fu lui a guidare la giunta negli anni della ricostruzione  

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di Alessandro Spinelli

Fu tra i protagonisti della scissione consumata un secolo fa a Livorno, che portarono alla nascita del Partito Comunista d’Italia, nonché primo segretario della sezione di Castelfiorentino. Perseguitato dal fascismo, fu confinato a Ustica, dove conobbe Antonio Gramsci. E nel 1946 fu eletto sindaco di Castelfiorentino, guidando così il comune “rosso” della Valdelsa negli anni della ricostruzione. È questa la biografia di Eletto Fontanelli (1895-1984), una persona che ancora oggi tanti castellani ricordano per la sua onestà e i suoi valori, una figura che ha accompagnato i momenti più importanti della storia di Castelfiorentino nel corso del’900: il primo dopoguerra, il fascismo, l’antifascismo clandestino, la ricostruzione post-bellica.

Fin da giovanissimo, Eletto aderì al Partito Socialista, assumendo il ruolo di segretario della sezione giovanile e in seguito quella del Sindacato operaio. Venne quindi eletto nell’ottobre 1920 al consiglio comunale e – insieme al sindaco Guglielmo Rosa – partecipò al Congresso di Livorno, facendo una precisa scelta di campo a favore del nuovo PCd’I. decisione poi condivisa dalla maggioranza dei socialisti castellani. Con l’avvento del fascismo, Eletto divenne un obiettivo degli squadristi castellani, che cercarono di ucciderlo: «Una notte – ha lasciato scritto la nipote, Masca Spinelli – fu assalito da un gruppo di fascisti che avevano sfondato la porta con una pesante trave di legno, mentre si trovava in casa con la moglie, Maria Ciani, e il nipote Aripas. Scappato dalla finestra, trovò l’aiuto dei carabinieri, che lo portarono in caserma come piano di protezione».

Eletto fuggì quindi a Roma, ma nel 1926 venne condannato a cinque anni di confino, pena che scontò a Ustica, dove conobbe Antonio Gramsci. Sorvegliato “speciale” durante il regime, venne colpito da diverse tragedie familiari: la morte della prima figlia, nel 1937, e poi dell’altra figlia e della moglie, nel 1944, mentre stavano rientrando da Roma. Candidato come una delle figure più autorevoli del Pci alle amministrative del 1946, venne poi eletto sindaco di Castelfiorentino. Il 14 luglio 1947 si sposò per la seconda volta con Jolanda Chesi, optando per la cerimonia religiosa. Un episodio che – se si tiene conto del clima politico dell’epoca (l’estromissione delle sinistre dal Governo era avvenuta da poche settimane) gli procurò qualche mugugno all’interno del suo stesso partito. Ma Eletto, in virtù del suo passato cristallino, da autentico antifascista, non aveva certo bisogno di patenti di “etica comunista”. Svolse il suo mandato di sindaco fino alla scadenza naturale (1951) continuando a militare nel Pci che aveva contribuito a fondare, fino alla morte, avvenuta nel 1984. —

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