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Empoli

l’anniversario  

Commemorati i poliziotti Falco e Ceravolo

Commemorati i poliziotti Falco e Ceravolo

Corona d’alloro, mazzo di fiori e messa in suffragio nella chiesa di San Giuseppe alla presenza di numerose autorità

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EMPOLI. È stato commemorato ieri il 46° anniversario della scomparsa del brigadiere della Polizia di Stato (allora guardie di Pubblica sicurezza) Leonardo Falco, nato a Ischitella (Foggia), e dell’appuntato di Polizia di Stato Giovanni Ceravolo, originario di Bovalino (Reggio Calabria), e del ferimento dell’appuntato di Polizia di Stato Arturo Rocca, natio di Nardò (Lecce).

Era il 24 gennaio 1975 quando Falco, Ceravolo e Rocca rimasero vittime del terrorista Mario Tuti, durante una perquisizione effettuata a casa dello stesso Tuti e condotta nell’ambito di un’inchiesta sul Fronte nazionale rivoluzionario, una delle sigle del terrorismo neofascista. Quella mitragliata a freddo, che tolse la vita a Falco e Ceravolo e ferì Rocca, avvenne per le scale di un’abitazione di via Boccaccio, proprio davanti al pronto soccorso dell’ospedale. Mario Tuti, che si accerterà essere uno dei principali esponenti della eversione di destra e al quale saranno addebitati altri gravi delitti, fu arrestato qualche tempo dopo e condannato all'ergastolo. Nel 2004 il brigadiere Falco e l’appuntato Ceravolo sono stati insigniti della medaglia d’oro al Merito Civile.

Ieri mattina, in forma ridotta a causa delle norme per la prevenzione e contrasto al Covid– 19, il questore di Firenze, in rappresentanza del capo della polizia – direttore generale della Pubblica sicurezza, alla presenza del prefetto di Firenze Alessandra Guidi, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della sindaca di Empoli Brenda Barnini, del cappellano provinciale della Polizia di Stato monsignor Luigi Innocenti e dei familiari della vittime, ha deposto una corona di alloro, come simbolo di ricordo perpetuo, al cippo commemorativo collocato nel commissariato di Empoli. Alle ore 10,30 il cappellano della Polizia di Stato di Firenze, monsignor Luigi Innocenti, ha celebrato una messa in suffragio presso la chiesa di San Giuseppe.

A seguire il questore ha posato un mazzo di fiori sulla pietra ad inciampo sul luogo della morte. Una mattonella che si mischia a quelle già presenti sul marciapiede, ma che proprio davanti al portone del civico 25 dà la possibilità a chi cammina in quel tratto di leggere cosa accadde in quella casa.

Così il Questore di Firenze Filippo Santarelli in occasione della commemorazione: «Si ricordano oggi tre uomini che hanno compiuto il più alto sacrificio, quello della vita e dell’incolumità personale, nell’adempimento del dovere, un sacrificio che contraddistingue il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia di Stato che, a servizio della Legge e dei cittadini, garantiscono ogni giorno, allora come oggi, la sicurezza e la legalità». —

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