Sicurezza
In tanti per l’ultimo giro d’Empoli col “Ciuccia”
Centinaia di persone fuori e dentro la Collegiata per dire addio, tra lacrime e ricordi, all’ex atleta morto a 61 anni
David Biuzzi
EMPOLI. Non era solo, il “Ciuccia”. No, l’ultimo suo “giro d’Empoli”, ieri mattina, è stato accompagnato da centinaia di persone. Tutte quelle che hanno si sono date appuntamento per l’ultimo saluto, per una preghiera nella Collegiata di Sant’Andrea, dove in tempo di pandemia in più di tanti non si può stare, e anche fuori, sul sagrato e nella piazza.
Già. La piazza. È già evocativo che il funerale, officiato dal proposto di Empoli don Guido Engels, si sia celebrato qui. Cioè nel cuore di quel centro che Francesco Lombardi, il “Ciuccia”, ha animato per anni, coi suoi comportamenti sopra le righe, a volte anche molesti ma mai cattivi. È morto a 61 anni, martedì, e ora pensare al “Giro” senza di lui, senza i suoi “Fuma” e “Bevi” urlati a chiunque, è come immaginarlo senza la fontana del Pampaloni, che coi suoi leoni di marmo ha dato il nome proprio a quella piazza in realtà intitolata a Farinata degli Uberti.
L’ex atleta che a un certo punto del percorso della sua vita ha scelto di correre su un’altra corsia, infatti, un vuoto lo lascia. Non un’eredità – perché non era uno statista, uno scienziato, non era un attore o uno sportivo di successo – ma uno spirito libero sì. Una di quelle persone che sceglie una vita diversa, fuori dai canoni, e quella vita la consuma anche a costo di pagarne il prezzo.
Così, come detto, c’era una buona fetta di Empoli per dirgli addio. Una mano gentile ha lasciato anche dei fiori nella vicina via Lavagnini, proprio su quello spicchio di strada che spesso per il “Ciuccia” diventava casa a due passi dal suo appartamento. Altri fiori, rose, lo hanno accompagnato in chiesa, dove qualcuno il suo saluto se lo era scritto dietro una pettorina indossata. Mentre sulla bara c’era anche una corona firmata dai commercianti del centro di Empoli, che, spontaneamente e senza l’intervento di nessuna associazione, si sono mobilitati per l’addio. Come ha fatto la Misericordia, che dopo averlo soccorso tante volte (l’ultima propria martedì, prima che una crisi cardiaca lo colpisse quando già era in ospedale) ha voluto coprire le spese del funerale come ultimo omaggio. C’era anche l’amministrazione comunale, a salutarlo, con l’assessora Giulia Terreni in fascia tricolore, Fabrizio Biuzzi e il presidente del consiglio comunale Alessio Mantellassi.
Tutti lì, tutti per il “Ciuccia”. Durante l’omelia don Engels ha ricordato la sua fragilità ma anche il suo animo in fondo buono, gentile. Nei tanti ricordi affidati ai social o chiacchierate di questi giorni, infatti, emerge un dato comune e significativo: tanti, tantissimi empolesi che lo hanno incontrato, hanno un aneddoto legato a Lombardi (compresa la sua apparizione, da comparsa, nel film “La notte di san Lorenzo”) e quasi tutti strappano un sorriso, una risata. Eccola, la sua eredità.
L’ultimo “giro d’Empoli”, invece, il “Ciuccia” se lo è fatto insieme all’applauso. Quello della sua città, della sua gente. –
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