Il Tirreno

Empoli

La storia e l’amore di Remo e Rina ora salutano chi arriva in città

D.B.
La storia e l’amore di Remo e Rina ora salutano chi arriva in città

Inaugurato il murale dedicato ai due eroi della Resistenza Lo ha realizzato Ligama, è tra le stazioni di bus e treni

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EMPOLI. È ancora più bella, Empoli. Lo è perché ha aperto le porte a una nuova forma d’arte, quella di strada, lo è perché lo ha fatto per ricordare due dei suoi figli prediletti, Rina Chiarini, detta Clara, e Remo Scappini, detto Giovanni.

Che da qualche giorno sono là, uniti come sempre, sulla facciata del palazzo del terminal del bus. Un biglietto da visita che la città ora mostra subito a chi arriva in pullman o in treno. Merito del grande murale voluto dal Comune e realizzato dell’artista siciliano Ligama. Che, pronto da qualche giorno, è stato battezzato ieri mattina con una cerimonia intima (direttive anti-Covid) e sincera. All’evento hanno partecipato con emozione i familiari, Tania Scappini, nipote di Remo, e Valerio e Carlo Chiarini, nipoti di Rina, che hanno donato anche il libro che racconta la vita della coppia.

Con loro Alessio Mantellassi, presidente del consiglio comunale di Empoli con delega alla Cultura della Memoria, che ha voluto quest’opera. «Ora possiamo mostrare quello che è il lavoro di Ligama, un artista conosciuto in tutta Italia che ha realizzato quello che per noi è il primo murale cittadino, fatto da un professionista, soprattutto di queste di queste dimensioni. Abbiamo voluto dedicarlo ai temi della memoria – ha aggiunto Mantellassi – per ricordare due figure importante della nostra città, affinché in qualche modo possa destare curiosità nella conoscenza. Ecco, questo murale deve principalmente avere la funzione di suscitare interesse per informarsi su chi fossero Rina e Remo. Siamo in un luogo di passaggio, un’area transitata».

Area che è stata scelta anche per un altro motivo non banale. «Sì, c’è anche un motivo ideale – ha proseguito Mantellassi – dietro a questo palazzo c’è il terminal bus, dedicato a Peppino Impastato, un uomo di libertà e di coraggio, su temi diversi per motivi diversi ma comunque un uomo di libertà e coraggio, come lo sono stati Rina e Remo. Poi questa piazza è intitolata a don Giovanni Minzoni che fu un sacerdote antifascista quindi penso che Rina e Remo in questo incrocio di valori ci stiano perfettamente».

Sì, ci stanno perfettamente due eroi della Resistenza. Come sottolinea anche Valerio Chiarini, il nipote di Rina. «Questa opera – ha detto – è un riconoscimento importante verso queste due persone che hanno speso la vita per cercare di costruire un mondo migliore. Io vorrei ringraziare davvero l’amministrazione comunale per la sensibilità che ha dimostrato e l’artista, la cui sensibilità si vede nei ritratti di Rina e Remo. Un omaggio che noi familiari abbiamo gradito particolarmente. Rina era una zia che mi ha insegnato a stare al mondo, mi ha insegnato tante cose e la ringrazio per questo. Mi ha insegnato la tolleranza, mi ha insegnato la democrazia, una maestra di vita. Il murale è una testimonianza che serve particolarmente alle generazioni future. E quella rosa che Ligama ha utilizzato per unire i loro ritratti è molto significativi. Quella di Rina e Remo, infatti, è stata anche una grande storia d’amore. Un amore durato tutta una vita.

Tania Scappini, la nipote di Remo, ha aggiunto: «Non tutti hanno avuto la fortuna di poterli conoscere e domandando chi sono conosceranno almeno la loro storia. Sono state persone che hanno vissuto tranquillamente la loro vita, semplici. Verranno ricordati come loro meritano. Era il fratello di mio babbo, era lo zio che sentiva tutte le mie parole perché lui stava sempre ad ascoltare e sin da bambina aspettavo il momento che mi venisse a prendere per portarmi con lui a Bari, per passare con lui un mese. È stata una persona che ha segnato la mia vita». Hanno segnato le vite di tanti, Rina e Remo. —

D.B.

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