Gioco
Trovati i soldi, il ponte di Fibbiana può nascere
C’è la firma sull’accordo di programma. Dopo anni di annunci, si spera sia la volta buona. L’impegno: pronto entro tre anni
MONTELUPO. Anni di annunci, progetti, presentazioni e promesse. È la storia del nuovo ponte sull’Arno, quello di Fibbiana. Che ora si arricchisce di un nuovo capitolo. Ad allungare la serie è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, quando arriva alla Colorobbia di Montelupo. Ha un annuncio da fare e, aspettando finalmente i fatti, non è per niente banale.
«Abbiamo appena firmato l’accordo di programma per realizzare il ponte di Fibbiana». Già, proprio il nuovo ponte sull’Arno. Quello atteso da anni, decenni. Se ne parla dall’alba del nuovo millennio e il progetto, scelto dopo il concorso “Città delle due rive”, fu svelato nell’ormai lontano 2009. Poi i soliti impicci all’italiana, con burocrazie e fondi da trovare. Ritardi e slittamenti, insomma.
Stavolta, però, forse ci siamo davvero. I soldi, poco meno di 30 milioni, sono stati trovati. Gran parte arrivano dal ministero delle infrastruttura e dal Cipe (oltre 8), con la regia del montelupino Luca Lotti, ma mancavano ancora 6,9 milioni. Secondo l’accordo firmato ieri 3,5 ce li metterà la Regione, uno la Città Metropolitana di Firenze e 2,4 (600mila euro a testa) i quattro Comuni interessati: Montelupo, Capraia e Limite, Empoli e Vinci.
L’Anas, nell’attesa, ha appaltato i lavori il 30 dicembre scorso. «Questa è una firma che fa partire i lavori – dice ancora Giani – prima con gli scavi archeologici, che dovrebbero iniziare entro un paio di settimane, poi quelli veri e propri». Ma per finire quando? «Vorrei attraversarlo tra due anni ma – corregge subito su invito del consigliere regionale Enrico Sostegni, limitese doc – diciamo entro tre».
Di anni ne sono passati anche sei da quando a Montelupo ne parlò l’allora ministro dei trasporti Riccardo Nencini, e uno e mezzo da quando, nel luglio 2019, venne presentato proprio ai fibbianesi in un’assemblea pubblica con centinaia di persone al circolo Arci. Con gli espropri già partiti nel novembre scorso, però, ora la tavola sembra davvero apparecchiata. E la struttura, 1,8 km con carreggiatr per veicoli e due piste ciclopedonali, tre rotonde di cui due sul lato Montelupo e l’altra sul lato Limite (previste zone a verde e barriere acustiche) può partire. Il progetto rivoluzionerà la viabilità tra la Statale 67 Tosco-Romagnola e la 106 Provinciale Limitese. «Le attuali infrastrutture – conclude Giani – sono insufficienti per le necessità private, pubbliche e produttive dell’Empolese Valdelsa. Tutto il carico pesante si riversa sul ponte di Empoli, che è sovra-utilizzato». —
D.B.
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