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Ordigno esploso in piazza, sentiti altri testimoni

D.D.
Ordigno esploso in piazza, sentiti altri testimoni

Convocate dai carabinieri altre persone presenti al momento del fatto, la dinamica sembra chiara ma non l’intero quadro

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CASTELFIORENTINO. Il caso dell'ordigno esploso sabato scorso in piazza Grandi a Castelfiorentino, vicenda che ha portato al grave ferimento di un uomo di 45 anni con perdita della mano sinistra e fratture alla destra, resta ancora in parte irrisolta.

Ricostruita la dinamica dei fatti attraverso le immagini delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza presenti sul posto, restano da chiarire alcuni dettagli, non secondari. Anche ieri ha sfilato una serie di persone alla caserma dei carabinieri, chiamate dai militari una volta viste le immagini. Nessuna testimonianza spontanea, a quanto si apprende, nonostante sui social e non solo le versioni riportate sono molte e contraddittorie. Un quadro del genere appare anche ai carabinieri: anche chi è stato chiamato non sempre ha fornito dettagli precisi. Ad esempio restano dubbi su chi avesse avuto possesso della “cipolla”, il petardo illegale esploso in piazza, e dove fosse stato reperito.

Altro aspetto da chiarire è quello per cui l'ordigno, lanciato e inesploso, poi recuperato dopo la pausa pranzo, sia stato riacceso o è semplicemente deflagrato una volta toccato. Sono quesiti che i militari porranno anche al 45enne ricoverato a Careggi, dopo averli fatti ai presunti sodali in questa bravata finita male: si aspetta che venga sciolta la prognosi e il miglioramento delle condizioni, critiche ma stazionarie, del corriere.

«Al netto di quella che resta una compassione umana profonda per una persona che subirà per il resto della sua vita una menomazione pesante – commenta il sindaco Alessio Falorni – il profilo della vicenda che mi sembra più grave è senz’altro quello per cui nessuno, istituzione o forza dell’ordine, è stato avvertito di quanto poteva costituire un pericolo per ogni passante. Le ipotesi di illecito su cui dovrà pronunciarsi la Procura di Firenze sono diverse e non banali». —

D.D.

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