Il Tirreno

Empoli

Sequestro antimafia di polizze vita per 200mila euro ad un imprenditore empolese

Sequestro antimafia di polizze vita per 200mila euro ad un imprenditore empolese
◗
Sequestro antimafia di polizze vita per 200mila euro ad un imprenditore empolese

Empoli, alla fine del 2019 nel corso dell'operazione "Vello d'oro" furono sequestrati beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 2 milioni di euro, consistenti in diversi rapporti bancari, autoveicoli, aziende, quote societarie e immobili

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale ex art. 20 del Codice Antimafia nei confronti di un imprenditore empolese di origini calabresi che ha portato al sequestro di alcune polizze vita per un valore di circa 200mila euro.

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze ai sensi del d.lgs. n. 159/2011, “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, hanno evidenziato in passato "condotte distrattive" del patrimonio di un’impresa gestita dall'imprenditore, realizzate attraverso complesse operazioni commerciali e bancarie. Sulla base delle risultanze, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, ha avanzato, nelle persone del procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dei sostituti procuratori Giuseppina Mione e Fabio Di Vizio, la richiesta della misura patrimoniale e il Tribunale misure di prevenzione, presieduto da Raffaele D’Isa, ha emesso il relativo provvedimento.

L’odierna misura si aggiunge ad analoga eseguita alla fine del 2019, allorquando furono sequestrati beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 2 milioni di euro, consistenti in diversi rapporti bancari, autoveicoli, aziende, quote societarie e immobili. L’attività del 2019 traeva origine dall’operazione “Vello d’Oro” che, nel 2018, aveva portato all’arresto di 14 persone tra Calabria e Toscana, per una serie di gravi reati condotti anche con l’aggravante del metodo mafioso, (associazione per delinquere, estorsione, usura, riciclaggio, attività finanziaria abusiva, ...). Nell’ambito dell’indagine, era stato ricostruito un sistema, volto, da un lato, a riciclare i soldi illecitamente acquisiti da due consorterie criminali calabresi e una campana e, dall’altro, a creare riserve occulte di contante presso aziende toscane. Al tempo, erano state controllate alcune società riconducibili all’imprenditore, che avevano trasferiti i capitali in accordo tra quelle coinvolte e un sodalizio contiguo alle famiglie ‘ndranghetiste dei “Barbaro” e dei “Nirta”, nonché persone collegate al clan camorristico “Lo Russo”.

L’attuale provvedimento di sequestro si inserisce in una più ampia strategia istituzionale, basata sul coordinamento dell’Ufficio della Procura di Firenze per le misure di prevenzione e il contrasto ai patrimoni illeciti, volta a contrastare, anche attraverso l’applicazione della normativa antimafia, le infiltrazioni criminali nell’economia legale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web