Italia
Ancora lutti, il Covid si porta via altre due nonne
Piangono Empoli e Castelfiorentino, dieci i nuovi casi. E nel circondario sono entrate in servizio anche le squadre Uscar
EMPOLI. A un dato contenuto di nuovi contagi da coronavirus nell'Empolese Valdelsa, soltanto dieci riscontrati nella giornata di ieri, fa da contraltare la presenza di due nuovi decessi all'ospedale di Empoli.
Le nuove vittime del Covid-19 sono Crocifissa Ippolito, 80 anni, di Castelfiorentino, e Licia Benini, 86 anni, empolese. Restano 52 le persone ricoverate nell'area Covid ordinaria del San Giuseppe, a cui se ne aggiungono 21 in terapia intensiva. Estendendo lo sguardo, nella zona ci sono ancora 24 persone nel reparto di cure intermedie all'ospedale di Fucecchio e undici a San Miniato. I dieci contagi registrati ieri sono suddivisi in tre a Castelfiorentino, due a Empoli e altrettanti a Montespertoli, uno a testa per Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino e Vinci.
Novità di giornata è l'entrata in servizio delle Uscar, unità speciali di continuità assistenziale di riabilitazione. A beneficiare di questo servizio sono i pazienti affetti da Covid-19, dimessi dall’ospedale o dalle strutture adibite alle cure intermedie, che possono essere trattati direttamente al proprio domicilio per bisogni di tipo riabilitativo. La loro casa base è l'ospedale di Fucecchio e ogni squadra è composta da due infermieri, operativa tra le 8 e le 17. Come i colleghi delle Usca, uno dei due operatori supporta l'altro nella vestizione, interscambiandosi di ruolo nel corso della giornata.
Il progetto è promosso e organizzato dal Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie dell'Asl Toscana Centro, diretto da Renzo Ricci attraverso la struttura complessa di attività di Riabilitazione funzionale, guidata da Sandra Moretti. L'Agenzia di continuità ospedale territorio ha invece il compito di segnalare i pazienti dimessi dall’ospedale per cui è stata richiesta la presa in carico fisioterapica, con un collegamento con i relativi medici di medicina generale. —
D.D.
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