Italia
Coniugi scomparsi: «Non è una vendetta»
Parla la figlia di Shpetim e Teuta Pasho. Potrebbero essere loro i resti trovati nelle valigie accanto al carcere di Sollicciano
castelfiorentino. Le ombre macabre del duplice delitto di Sollicciano, i resti di un uomo e di una donna trovati negli ultimi giorni in tre valigie accanto alla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, si allungano fino a Castelfiorentino. Manca ancora l’ufficialità, ma l’ipotesi è che quelli siano i resti di Shpetim e Teuta Pasho, i coniugi spariti all’inizio di novembre 2015 dopo essere andati a trovare la figlia Dorina che abita da circa 20 anni proprio a Castelfiorentino.
«No, ancora non mi hanno detto niente di preciso – spiega Dorina Pasho al telefono – Sono stata io stamattina a chiamare i carabinieri quando ho letto di quelle valigie ritrovate a Firenze. Ma ancora non sono stata convocata in caserma o dal magistrato. Penso che faranno l’esame del Dna, verranno a farci i prelievi, allora si saprà qualcosa di più, ma perché ci mettono così tanto? ».
È l’impazienza di chi non è avvezzo alle procedure legali, ma anche di chi in questi cinque anni ha cercato invano di far accendere i riflettori sulla scomparsa dei genitori. E pensa che non tutto quello che si poteva fare è stato fatto. «Non li hanno cercati abbastanza – dice Dorina – Si poteva fare qualcosa di più». La figlia di Shpetim e Teuta è scettica sull’ipotesi che la morte violenta dei genitori, se davvero quei resti sono i loro, possa essere un avvertimento o una vendetta contro il fratello, che nel 2015 era detenuto nel carcere di Sollicciano per spaccio di droga. «Potevano prendersela con me che sono sempre rimasta qui – dice – oppure se proprio volevano colpire loro, potevano farlo in Albania, dove sarebbe stato molto più facile». Shpetim e Teuta Pasho, originari di Valona, passavano infatti gran parte dell’anno in Albania e tornavano in Toscana, dove avevano preso in affitto un appartamento nella zona di Rifredi, più che altro per fare visita ai familiari e farsi controllare all’ospedale di Careggi.
Anche il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, si sta interessando della vicenda. «Ho appreso in questi giorni dai giornali della macabra vicenda dei resti umani trovati a pezzi dentro due valigie vicino a Sollicciano, già di per sé agghiacciante – ha scritto su Facebook – Ancora più agghiacciante, se possibile, è scoprire oggi (ieri per chi legge, ndr) che questa vicenda potrebbe essere legata in qualche modo anche a Castelfiorentino. Pare che i resti potrebbero essere collegabili alla scomparsa di due coniugi albanesi, che erano venuti in Italia, in affitto in un Comune dell’area fiorentina, a trovare familiari residenti nel nostro Comune. La circostanza della loro scomparsa aveva destato anche l’attenzione della trasmissione “Chi l’ha visto”. Adesso questa pista, che viene seguita dagli inquirenti. In questo momento notizie precise non ce ne sono, se non la terribile scoperta dei cadaveri e della loro orrenda fine. Attendiamo l’evolversi delle indagini, e elementi più certi, nel rispetto di tutti i coinvolti, e dei possibili coinvolti, da questa vicenda». –
P. N. – D. D.
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