Gioco
La storia del senzatetto trovato morto in centro a Empoli: «Si faceva chiamare Happy, ma è morto come un cane»
Empoli, l’Opera della Madonna del Grappa conosceva bene l’uomo di origini indiane. E nell’ex scuola di Casenuove la Misericordia accoglie chi non ha dove dormire
EMPOLI. Si faceva chiamare Happy, come felicità: lo conoscevano con questo nome i volontari dell’Opera della Madonnina del Grappa di Empoli. Siamo parlando del 44enne di origini indiane, senza fissa dimora, che la mattina di domenica 6 dicembre è stato trovato senza vita, accasciato a terra, in via Fratelli Rosselli. Una morte improvvisa su cui si attendono anche riscontri dalla medicina legale di Careggi, dove il corpo si trova e in cui resterà ancora qualche giorno.
Il commissariato sta seguendo la vicenda ed è a questo che i volontari della parrocchia di San Giovanni Evangelista si sono rivolti ieri per avere notizie sulla destinazione del feretro di una corpo che in tanti temono nessuno possa rivendicare. «Alla nostra mensa lo conoscevamo bene – racconta Federico Pagliai – sabato sera stesso era venuto a cena da noi, quindi poche ore prima del decesso. In passato aveva avuto trascorsi con l’alcol, ma non aveva mai manifestato segni di violenza, al massimo non si faceva capire bene. Era a Empoli da oltre un anno e sabato sera stava meglio del solito: diceva di avere smesso di bere da giorni, gli abbiamo chiesto come stava e ci abbiamo parlato, gli avevamo dato anche dei vestiti oltre alla cena da asporto perché aveva bisogno di un giubbotto». Secondo quanto appreso dai volontari, il 44enne senza fissa dimora ultimamente si era sistemato in una casa abbandonata nella zona di Pontorme. «Non faceva riferimento a dormitori, come molti di quelli che vengono da noi – prosegue Pagliai – abbiamo sempre dato quello che serve a chiunque chiede, aprendo una porta a chi è dimenticato e ignorato, facendo sentire la parola di Dio. Ci siamo rimasti male, è morto solo come un cane. Se potremo essere di aiuto, in questa situazione, lo faremo».
Con l’inverno alle porte la questione homeless diventa cruciale: la Misericordia di Empoli ospita tra le 19 e 22 persone nell’ex scuola materna di Casenuove, con operatori appositamente formati, pasti gestiti tramite la mensa Emmaus di via XI Febbraio e con un servizio di trasporto da e verso la stazione ferroviaria. Da quattro anni questo servizio viene gestito sotto questa forma grazie anche all’impegno finanziario della Società della Salute. C’è però chi ancora a Empoli non accetta l’aiuto dei servizi sociali piuttosto che di chi si spende quotidianamente per i più deboli: è il caso di un senzatetto che da tempo ormai alloggia nella zona del cimitero comunale di Sant’Andrea, dove ha costruito il proprio bivacco all’interno di una pensilina degli autobus. Conosciuto da molte persone in città, più volte le associazioni hanno provato ad avvicinarlo ma senza successo, manifestando sempre la volontà di voler restare per strada.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
