Gioco
Gli artigiani esclusi dai ristori lottano mettendoci la faccia
EMPOLI
«Ristori uno, bis e ter, ma la sostanza non cambia: sono ancora troppe le imprese escluse. La colpa? Avere un codice Ateco “sbagliato”, uno di quelli che il Governo ha mancato di inserire nella lista che dà accesso ai contributi a fondo perduto, come se esistesse una filiera non colpita dalla pandemia, Grande distribuzione organizzata e commercio online a parte». È così che Marco Landi, presidente di Cna Empolese Valdelsa annuncia l’inizio della campagna media “Colpevole di Ateco sbagliato” che vuole sostenere il pressing che l’associazione sta facendo sul Governo affinché gli aiuti siano concessi ad ogni tipologia di impresa, in base alla perdita di fatturato registrata a causa della pandemia.
A metterci la faccia, nella campagna, sono direttamente gli imprenditori. Alcuni, ovviamente, in rappresentanza di tutti i loro colleghi. Tra di loro anche tre rappresentanti del sistema economico dell’Empolese Valdelsa. Ovvero Simone Falli, codice Ateco 132000, tessitore artigiano di Certaldo che vende i suoi prodotti nei mercati e nelle fiere promozionali (sospesi) e che registra un calo di fatturato del 90% e Andrea e Serena Panchetti, codice Ateco 107100, panificatori di Castelfiorentino che registrano un -70% di fatturato per le limitazioni imposte ai ristoranti e alle strutture ricettive, una fetta importante della loro clientela.
Un’attività, quella della campagna “Colpevoli di Ateco sbagliato”, che ha già portato risultati. «Siamo riusciti a far inserire nei decreti categorie come lavanderie industriali, fotografi, pizzerie a taglio, rosticcerie in prima battuta escluse, ma tante ne mancano ancora – spiega Landi – abbiamo già presentato un emendamento per ricomprendervi un cospicuo raggruppamento di attività da supportare senza ulteriore indugio, tale da includere, in primis, le tintolavanderie non industriali, le imprese operanti nel trasporto merci, specie quello legato al settore della ristorazione, gli impianti e le imprese di pulizie legati ai settori oggetto di espresse limitazioni di carattere amministrativo, l’ampio settore dell’artigianato artistico legato a fiere, mercati e al turismo. Fermo restando che la scelta più opportuna e che chiediamo da giorni – conclude – è quella di una concessione del fondo perduto per ogni impresa, da concedersi in base alla diminuzione di fatturato, uscendo dalla logica dei codici Ateco».
Nell’attesa la campagna lanciata da Cna è condivisibile anche sui social con l’#atecosbagliato. —
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