Il Tirreno

Empoli

la testimonianza 

«In un minuto e mezzo tutto è andato distrutto»

Daniele Dei
«In un minuto e mezzo tutto è andato distrutto»

Incendio al Terrafino: il racconto del gestore del presidio del corriere Mail Boxes. Da chiarire le cause del rogo del capannone

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EMPOLI

Qualcuno vede delle fiamme, ma nemmeno il tempo di accorgersene che si è scatenato l’inferno. Fuma ancora quel poco che rimane del capannone di via Partigiani d’Italia, nella zona industriale del Terrafino a Empoli, andato a fuoco lunedì intorno alle 17 con le fiamme che si sono sviluppate per ore e ore, richiedendo l’ausilio di squadre dei vigili del fuoco arrivate non solo dal vicinissimo distaccamento ma anche da Firenze Ovest, Prato e Petrazzi. Carmine Fiorillo gestisce il presidio del corriere Mail Boxes Etc andato completamente distrutto: «Un cliente ci ha avvisato che aveva visto del fuoco nel retro dell’attività – spiega – abbiamo fatto una corsa con l’estintore per cercare di sedare le fiamme, ma in un minuto e mezzo l’immobile è stato invaso dal fuoco e hanno distrutto tutto». Le persone che erano all’interno non hanno potuto fare altro che mettersi in salvo e chiamare il 115. Tre le attività che sono state di fatto cancellate da questo incendio. Oltre alla sede del corriere anche una confezione: la I.M. Project, azienda con sede a Treviolo (Bergamo), contattata a riguardo fa sapere che dopo aver rilevato il marchio Mabrun non aveva niente a che vedere con l’attività svolta da quel fondo, rimasto nelle disponibilità di Talenti Srl, da cui hanno acquisito il brand. Quest’ultima aveva lì uno spaccio aziendale che era chiuso dallo scorso marzo e mai più riaperto, quindi dentro non c’era nessuno. La terza azienda è invece la Mannucci Packaging, una ditta che aveva in stock del materiale cartaceo. L’immobile è inagibile, presenta delle profonde crepe, le finestre sono letteralmente esplose e il controsoffitto è crollato. Il capannone è irrecuperabile e non può che essere demolito. Ieri mattina i vigili del fuoco erano ancora sul posto per tenere sotto controllo la situazione ed evitare che potesse riprendere vita il focolaio. Dall’Arpat non sono state rilevate particolari problematiche ambientali. Nel corso del sopralluogo non si avvertivano odori acri anche se era ancora visibile la colonna di fumo dell’incendio. Nessuno si sbilancia per il momento sulle cause del rogo. –



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