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Empoli

europa verde e fdi-centrodestra per empoli 

«Servono i buoni spesa da poter spendere nei negozi di vicinato»

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EMPOLI

«Vista la grave situazione causata dalla seconda ondata della pandemia di Covid-19, chiediamo alla regione Toscana di potenziare notevolmente il servizio sanitario regionale e di sostenere le attività e le famiglie in difficoltà, anche attraverso l’utilizzo di buoni alimentari». Così, in una nota, Francesco Alemanni, commissario straordinario di Europa Verde per la Toscana, che prosegue: «Molte famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro e numerose attività, soprattutto nel settore della ristorazione, stanno soffrendo moltissimo la crisi. Per questo, sono necessari e urgenti aiuti economici e sgravi fiscali».

«Riteniamo indispensabile spostare le risorse inizialmente destinate a opere non necessarie o dannose, come il potenziamento dell’aeroporto di Firenze, per investire nella sanità pubblica con l’aumento di personale, posti letto e apparecchiature, senza dimenticare – conclude Alemanni – di potenziare i piccoli pronto soccorso, presidio indispensabile a garanzia di cure universali».

«Una mozione per impegnare l’amministrazione comunale in un’azione concreta per dare una mano a far ripartire il commercio, soprattutto quello di prossimità, il cosiddetto commercio di vicinato». Esordiscono così i consiglieri di Fratelli d’Italia-Centrodestra per Empoli, Andrea Poggianti, Simona Di Rosa e Federico Pavese, che hanno messo in discussione, per il prossimo consiglio comunale, un documento che, se approvato, introdurrebbe un fondo per l’adozione dei cosiddetti “buoni sotto casa”, ovvero dei voucher di un valore da stabilire, da spendere nei negozi di vicinato, che aggiungerebbero un ulteriore sconto all’acquisto. «Un patto fra amministrazione comunale, commercianti e famiglie, per far ripartire l’economia locale e far rimanere liquidità immediata per le piccole imprese commerciali sul territorio comunale – spiegano i tre consiglieri – Un riconoscimento a tutte quelle attività che già nel primo lockdown, ma anche tuttora con la zona rossa, si sono rese subito disponibili con la consegna a domicilio, per diminuire la mobilità delle persone e sono state fondamentali per rallentare i contagi». –



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