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il caso 

Eurospin-dipendenti, il braccio di ferro

Marco Pagli
Eurospin-dipendenti, il braccio di ferro

Rimane aperta la vertenza sui mancati adeguamenti in termini di sicurezza e rispetto delle norme sui contratti

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EMPOLI

I lavoratori di Eurospin ancora sul piede di guerra con l’azienda per i mancati adeguamenti in termini di sicurezza e rispetto delle norme sui contratti. Ieri si è svolto un nuovo presidio di fronte ai punti vendita del territorio, mentre va avanti lo stato di agitazione e lunedì prossimo si deciderà sulle future mobilitazioni con la possibilità di arrivare ad uno sciopero regionale tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. «Dopo lo sciopero promosso all’inizio del mese – spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil – l’azienda ha fatto alcuni passi avanti, ma ancora ci sono violazioni alle norme anticontagio e anche ai contratti dei lavoratori. In un momento in cui la Toscana è stata dichiarata zona rossa, Eurospin costringe i propri dipendenti a spostarsi da un punto vendita all’altro per coprire turni scoperti e malattie, aumentando il rischio contagio tra i lavoratori e i clienti. Inoltre sul fronte della sanificazione dei locali, dal momento che i dipendenti sono in sciopero, l’azienda ha assunto degli interinali a cui fa effettuare le pulizie senza ancora dotarsi di un servizio ad hoc. Senza contare che rispetto alle richieste che abbiamo avanzato ancora non siamo stati convocati per un incontro. Da questo punto di vista sarebbe necessaria anche una presa di posizione da parte delle associazioni datoriali, con cui sono stati firmati i contratti nazionali: Confcommercio e Confindustria in primis».

Di vera e propria ritorsione parla Carlo Pino della Uil Tucs Toscana. «Le pulizie le fanno fare a chi è più ricattabile – attacca – cioè interinali e tempi determinati. Mentre i dipendenti li mandano in giro per i diversi punti vendita per coprire chi è assente. Anche sui turni, che spesso si spalmano su tutta la giornata, il comportamento dell’azienda non è accettabile e discriminatorio». Intanto l’azienda, facendo seguito alle richieste dei dipendenti, ha montato le protezioni in plexiglass alle casse, ha previsto un contingentamento degli ingressi con la misurazione della febbre ai clienti e ha provveduto ad effettuare i tamponi a tutti in seguito ad alcuni casi di positività al Covid-19 anche nei supermercati dell’Empolese Valdelsa. «Questo non basta – continuano i sindacalisti – e non intendiamo arretrare di un centimetro rispetto ai diritti». Intanto, anche dai consigli comunali del circondario arriva la solidarietà e il sostegno ai dipendenti Eurospin. Quello di Empoli è stato il primo, a cui stanno facendo seguito altri. «Come amministrazione abbiamo già espresso la nostra solidarietà – dichiara Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci – e in queste settimane abbiamo aumentato i controlli della polizia municipale sul rispetto delle norme. L’azienda si è parzialmente adeguata, ma i lavoratori continuano a lamentare mancanze. Un problema che è stato sollevato su questo territorio, ma che sta emergendo anche altrove e quindi continueremo a essere al loro fianco per il rispetto della salute dei lavoratori e dei clienti». –



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