Gioco
Il volontariato sempre in prima fila ma i più anziani sono salvaguardati
Misericordia, Pubbliche Assistenze e Croce Rossa sono chiamate ad un nuovo periodo di intenso impegno
EMPOLI. Il cuore pulsante di Empoli in epoca Covid può sempre contare sulla presenza attiva del volontariato socio sanitario che, pur non essendosi ancora ripreso dalla scorsa primavera, si trova di nuovo a dover fare i conti con la pandemia. Lo scenario è però diverso: se i contagi sono ben più di quelli di marzo e aprile, la "zona arancione" permette ancora alle persone di recarsi a lavoro rendendo lo scenario molto diverso. A primavera, infatti, in città ci fu una riscoperta del volontariato: tante persone temporaneamente a casa si scoprirono "resilienti" e, finché hanno potuto, hanno dato man forte alle associazioni. Adesso questo fenomeno non decolla visto che tutte le aziende restano aperte o comunque attive, ove possibile, in telelavoro. Poi c'è la questione dei volontari più in su con gli anni e i rischi maggiori che hanno rispetto a quelli più giovani: la scorsa primavera le associazioni preferirono lasciarli a riposo per salvaguardarli dal contagio.
Questo quadro lo si percepisce sia dalla Misericordia che dalle Pubbliche Assistenze e dalla Croce Rossa. «Gran parte dei volontari continua a fare servizio, dimostrando di non essere intimorita - spiega il coordinatore della Misericordia di Empoli, Fabrizio Sestini - dall'estate c'è stato un aumento costante di volontari come avviene tuttora, ma nessun boom come a primavera. Le persone più anziane non le impegniamo sui servizi Covid. Per ora la macchina regge». I circa 300 volontari attivi dell'Arciconfraternita si stanno impegnando in servizi extra rispetto al normale: «Sabato iniziamo con la distribuzione delle mascherine - prosegue - siamo impegnati con tante dimissioni di pazienti, i volontari impiegano più tempo per prepararsi e sì, qualche turno lo abbiamo aumentato ogni tanto perché non possiamo permetterci di diminuire il servizio». Sanità, ma anche sociale: per esempio il centro ascolto della Misericordia si trova con crescenti richieste di bollette da pagare o di pacchi alimentari. Le Pubbliche Assistenze hanno aiutato 200 famiglie con il proprio "magazzino solidale" e, tramite Lilith, dato un posto per le quarantene alle mamme vittime di violenza domestica e i loro figli.
«Il 75% delle dimissioni giornaliere ospedaliere sono Covid - spiega la presidente delle Pubbliche Assistenze Riunite, Eleonora Gallerini - qualcuno dei volontari più anziani è andato a casa ma non tutti, sicuramente c'è più paura. Qualche nuovo ingresso della scorsa primavera è rimasto, poi ci sono alcune persone che in questo periodo non lavorano e ci aiutano. Aumentare i turni è impossibile, come stare più di sei ore con le tute. Purtroppo il nostro ambiente che era di socialità adesso è frequentato solo da chi è di turno, sospendendo alcune attività ma facendone altre, come i tamponi».
Oltre il centinaio le persone che fanno riferimento alla sede di via XX Settembre per aiutare il prossimo in questo periodo. Anche alla Croce Rossa Italiana l'impegno è massimo: «Dopo uno sforzo non da poco a primavera non c'è stato modo di tirare il fiato - commenta il presidente del comitato, Paolo Cioni - per fortuna abbiamo molti giovani, ma alcuni volontari più su con gli anni si sono gioco forza fatti da parte. A primavera c'è chi non lavorava e lo abbiamo formato per aiutarci, adesso è più difficile. Non facendo emergenza/urgenza ma solo ordinarie siamo un po' "preservati" dal contagio diretto, ma adesso stiamo lavorando per aiutare i medici di famigli con i tamponi. Stiamo attivandoci e potrebbe intervenire anche un ambulatorio mobile militare». —
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