Il Tirreno

Empoli

Scuola avanti con Dad e laboratori. Sempre più richieste per pc e tablet

Marco Pagli
Un’aula vuota: garantita la didattica a distanza nella scuole superiori dell’Empolese Valdelsa (foto archivio)
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Un’aula vuota: garantita la didattica a distanza nella scuole superiori dell’Empolese Valdelsa (foto archivio)

Empoli, all’Enriques previsto un modello di alternanza a rotazione per garantire la continuità didattica. Insegnanti di sostegno per chi può continuare a studiare in classe

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EMPOLI. Un enorme lavoro di riorganizzazione dopo l’illusione della ripartenza, la necessità di garantire la presenza nei laboratori e il crescente bisogno di tablet e pc da parte delle famiglie in difficoltà. Gli istituti superiori del circondario si risvegliano così nell’era arancione. Con la didattica a distanza al 100% - sole eccezioni gli alunni con specifici bisogni e appunto le lezioni di laboratorio - tutta la macchina dell’istruzione è stata costretta a riadattarsi ad una forma che tutti fino a un mese fa speravano sarebbe rimasta solo un ricordo.

«Avevamo lavorato dalla fine dello scorso anno scolastico con un obiettivo ben diverso - afferma Filomena Palmisano, dirigente del Pontormo di Empoli - purtroppo adesso siamo costretti a riorganizzarci diversamente. I ragazzi sono tutti a casa per la didattica ordinaria. I docenti possono scegliere la formula che ritengono migliore: nel caso in cui vogliamo fare lezione dall’aula, abbiamo predisposto un intero piano con connessione veloce. Stiamo notando un aumento delle richieste di device: siamo già a 35 che riusciamo a coprire grazie ad un fondo europeo da 28mila euro che avevamo vinto in tempi non sospetti e per tutt’altre finalità. Lo sforzo principale rimane, tuttavia, il coordinamento con studenti, famiglie e corpo docente. Ogni due settimane tengo una riunione con i rappresentanti per capire i bisogni e trovare delle risposte ai problemi».

Il lavoro di programmazione è ancora più delicato negli istituti tecnici, dove le lezioni di laboratorio sono di più e coinvolgono praticamente tutte le classi. All’istituto Enriques di Castelfiorentino, ad esempio, sono in tutto 23 le classi dell’alberghiero che hanno nel programma diverse ore laboratoriali di cucina, sala e ricevimento.

«In questi giorni stiamo lavorando per garantire a tutte le classi, oltre alle terze che sono già all’opera in questo senso, la presenza ai laboratori - spiega la preside Barbara Degl’Innocenti - sono molte le variabili da considerare: spazi, presenza del personale non docente, composizione delle classi. Stiamo predisponendo un modello di alternanza a rotazione che possa salvaguardare la continuità didattica, a cui si aggiunge un impegno importante nella dotazione di dispositivi di protezione individuali a tutti coloro che sono a scuola, dagli insegnanti che fanno tutti lezione in presenza all’interno delle aule al personale amministrativo, dai collaboratori scolastici ai ragazzi con sostegno e con bisogni educativi speciali. Per quanto riguarda la didattica a distanza non abbiamo problemi di connessione con la fibra che è attiva in tutto il plesso. Le richieste di pc e tablet sono in leggero aumento, ma a fronte di un ottantina di richieste abbiamo 70 device disponibili e altri 130 sono in arrivo grazie all’aggiudicazione di un bando europeo».

I piani predisposti dalle scuole si stanno strutturando per i prossimi mesi, nell’eventualità che la situazione si protragga almeno fino alle vacanze natalizie. «La priorità adesso deve essere la sicurezza - ammette Daniela Mancini, dirigente del Ferraris-Brunelleschi di Empoli - purtroppo i numeri dei contagi sono molto alti, seppure la scuola rimanga uno dei luoghi più sicuri. Per la frequenza ai laboratori siamo già organizzati per il triennio e dalla prossima settimana toccherà anche alle classi del biennio. Sul fronte delle dotazioni di pc e tablet le richieste sono in aumento e abbiamo già distribuito 100 dispositivi». —

Le norme imposte dal governo agli istituti scolastici nelle aree a rischio elevato tengono conto delle necessità degli studenti più fragili. I disabili in primis e quelli che presentano disturbi dell’apprendimento o che hanno bisogni educativi speciali, come non italofoni da poco entrati nel circuito scolastico.Sono decine in tutte le scuole superiori coloro che potranno continuare ad andare a scuola con l’insegnante di sostegno e, nei casi in cui c’è bisogno, di un operatore specializzato.

«Su questo fronte ci siamo organizzati per poter garantire al massimo il diritto allo studio di tutti- commenta Filomena Palmisano, preside del Pontormo - noi abbiamo 20 studenti con sostegno e nei giorni scorsi abbiamo chiesto alle loro famiglie cosa preferissero: 11 vengono a scuola e gli altri seguono a distanza. Per i primi abbiamo messo a disposizione anche attività extra curricolari, come un corso di arte terapia con un esperto di arte». Una cinquantina, invece, sono quelli che continuano a frequentare i poli di via Sanzio e di via Giovanni Da Empoli all’istituto Ferraris Brunelleschi. «Tutti hanno l’insegnante di sostegno - dice la preside Daniela Mancini - e alcuni anche l’operatore socio assistenziale».
Altri 30 continuano con la didattica in presenza all’Enrique di Castelfiorentino. «Ci siamo organizzati in accordo con le famiglie - afferma la dirigente Barbara Degl’Innocenti - nella maggior parte dei casi chi continua a venire a scuola ha delle disabilità o grosse difficoltà di apprendimento legate alla lingua. Mentre per chi ha disturbi dell’apprendimento meno gravi o è più avanti con la lingua spesso ha scelto di fare didattica a distanza».
 

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