Il Tirreno

Empoli

i sindaci e le limitazioni agli spostamenti 

«Fare la spesa nei supermercati fuori comune è consentito»

Daniele Dei

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EMPOLI

Puntuale come la scorsa primavera si è ripresentato un grande interrogativo non appena si è saputo che la Toscana sarebbe finita in zona arancione: la spesa fuori dal territorio comunale può essere fatta o no? Se nei grandi centri dell’Empolese Valdelsa questa domanda non è la prima che ci si pone in un contesto di quasi lockdown come andiamo a inserirci da oggi, nei comuni più piccoli e marginali in tanti il dubbio se lo pongono: basta vedere le bacheche sui social per farsi un’idea. I sindaci del territorio lo sanno benissimo tanto che già da ieri mattina hanno iniziato a telefonarsi a vicenda: l’accordo tra loro c’è, si spera di trovarlo anche con le altre fasce tricolori della metrocittà fiorentina. La memoria non è corta: nel lockdown di marzo la linea dei sindaci della zona cambiò nel tempo anche di fronte a un mugugno generale di cittadini abituati a fare la spesa alimentare in alcune attività che si trovano magari vicino a casa ma oltre il confine comunale. Per fare degli esempi: da Sovigliana è più semplice andare a fare acquisti a Empoli che non nel capoluogo comunale Vinci, a Capraia Fiorentina in poche centinaia di metri di raggiunge Montelupo, a Gambassi Terme e Montaione in tanti preferiscono scendere nei supermercati di Castelfiorentino e Certaldo. Erano sorte, sempre a primavera, polemiche legate ai prezzi, con tanto di interventi pubblici di almeno un paio di cittadini che si erano messi al fianco di chi, anche sui social, le aveva mandate a dire ai gestori di certe attività commerciali per il costo dei prodotti anche se, ricordiamo, l’arbitrarietà delle etichette non è certo materia degli amministratori locali. A ogni modo, per prevenire il valzer di decisioni della primavera che avevano visto allentare sempre di più la stretta sui confini per chi fa la spesa, ieri sono iniziate le trattative che hanno portato a una posizione comune. «Riconosciamo all’unisono – scrivono gli undici sindaci in una nota – che l’esigenza di fare la spesa presso punti vendita della grande distribuzione rappresenti una valida motivazione per lo spostamento al di fuori dei confini del comune di residenza, domicilio o abitazione. Dovrà essere esercitata mediante la compilazione di un’autocertificazione ed entro stretti limiti individuabili nel concetto di “vicinanza” e, cioè, per il raggiungimento del punto vendita della grande distribuzione situato nel territorio di un comune limitrofo o, comunque, nel rispetto di una “minima distanza”». –



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