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Appello di Confesercenti e Cna «L’economia è al collasso»

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EMPOLI

L’ombra di un nuovo lockdown, quello chiesto dai sindaci dell’Unione al governatore Giani, spaventa una larga parte del comparto economico dell’Empolese Valdelsa.

A partire da Confesercenti, Confesercenti. «Capiamo la preoccupazione dei sindaci – dichiara Ilaria Scarselli, presidente Confesercenti Empolese-Valdelsa – ma non possiamo permetterci una visione parziale. L’emergenza economica rischia di spazzare via intere categorie, parliamo solo nella nostra zona, di 1000 aziende e oltre 5000 posti di lavoro. Se da questo territorio deve partire una provvedimento ad hoc, è necessario anche prevedere un piano per le imprese. Proponiamo la stesura di un patto straordinario per il territorio in cui stabiliamo chi fa cosa. Serve anche un impegno economico dei Comuni preciso e coordinato».

«Noi siamo in lockdown da diverso tempo – afferma Franco Brogi, presidente regionale Fiepet-Confesercenti – i pubblici esercizi sono i primi ad essere stati colpiti. Nella manifestazione della settimana scorsa ad Empoli abbiamo ipotizzato un tavolo di crisi permanente con i sindaci, speriamo di poterlo realizzare. Dovremo partire dalle categorie più a rischio: un bonus taxi per gli spostamenti per anziani e soggetti fragili, orari delle grande distribuzione con fasce protette, sostegno per le nostre imprese». «Le attività devono poter sopravvivere – conclude Marco Carpignani, presidente Confesercenti Empoli – aiuti consistenti a fondo perduto, per tutti e da calcolare sulla base del fatturato, blocco degli affitti e taglio delle utenze: solo così potremo uscirne».

Simile la linea di Cna Empolese Valdelsa. «Chiediamo che gli organi competenti si attivino presto nel riattivare gli ospedali periferici e nell’aumentare i posti di terapia intensiva. Le imprese faranno la loro parte – dice il presidente Marco Landi – e devono essere ristorate, dal livello nazionale come da quello locale, se si vuole evitare il collasso del nostro sistema economico. Con contributi a fondo perduto per ogni tipo di impresa, da calcolarsi sulla base della diminuzione di fatturato e da elargirsi in tempo zero, sono necessari il prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti (e il pagamento celere), una moratoria finanziaria e contributiva, la riduzione del cuneo fiscale, la flessibilità nell’utilizzo dei contratti a termine e taglio contributivo importante per chi stabilizza e forma il personale in azienda. Magari – aggiunge – l’introduzione di un’agevolazione fiscale sull’acquisto di prodotti Made in Italy, una campagna di sensibilizzazione all’acquisto dei prodotti del nostro territorio».

Un piccolo spiraglio di luce, intanto, arriva da Roma. Nel decreto Ristori-bis c’è fondo di 70 milioni che permetterà di erogare contributi specifici anche alle organizzazioni di volontariato (circoli ricreativi e case del popolo, ma non solo) colpite dagli effetti della pandemia.«È un risultato che ha un grande significato civile e sociale. Sono fiero di aver contribuito a concretizzarlo», sottolinea il senatore Dario Parrini. —

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