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L’Università: «Il Garante può essere attivato da chi si sente discriminato»
CASTELFIORENTINO
L'Università degli Studi di Firenze attende ormai di arrivare alla prima giornata lavorativa di domani per capire meglio cosa sia successo relativamente alla sessione di esame sostenuta giovedì scorso dalla studentessa 23enne Laura Rapi, consigliera comunale del Pd di Castelfiorentino, la quale aveva denunciato su Facebook di essere stata oggetto di affermazioni di stampo razzista relativamente al proprio cognome e alle proprie origini albanesi. «L'Ateneo - si legge in una precisazione prodotta ieri dal relativo ufficio stampa - ha appreso da un post su Facebook di un episodio che sarebbe successo nei confronti di una studentessa in sede di esami all’interno della Scuola di Scienze della Salute Umana. A tutela della libertà e dei diritti degli studenti esistono diversi canali accessibili anche online, primo fra tutti il Garante, che possono essere attivati da chiunque ritiene di aver subito una discriminazione o comunque un danno morale». Secondo quanto riportato da Rapi, nativa di Valona, una docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia prima di un esame avrebbe detto alla studentessa «che noi albanesi ora rubiamo agli italiani anche i cognomi». Il post era stato scritto poche ore dopo che la consigliera aveva sostenuto l'esame. —D.D.
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