Gioco
Battuta razzista durante l’esame: «Albanesi, rubate anche i cognomi»
Castelfiorentino, studentessa e consigliera comunale segnala su Facebook il comportamento di una professoressa
CASTELFIORENTINO. Ha denunciato pubblicamente di essere stata oggetto di una battuta razzista nel corso di un esame universitario, ricevendo su Facebook decine di messaggi di solidarietà. A farlo è stata la consigliera comunale del Partito Democratico di Castelfiorentino Laura Rapi, 23 anni, albanese di nascita e cittadina italiana, nel riferire un episodio che, nel suo racconto, emerge sia accaduto nella giornata di giovedì. Rapi frequenta il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Firenze. «Oggi (giovedì 5 novembre per chi legge, ndc) a un esame una professoressa mi ha detto che noi albanesi ora rubiamo agli italiani anche i cognomi: voleva sapere da quale Regione venisse il mio. Io ero e sono basita. Al di là dell’esame in sé, che poi è proseguito quasi normalmente, mi chiedo se sia giusto sottoporre uno studente, quindi un altro essere umano sul quale hai un potere in quel momento, a una pressione del genere».
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Il post della consigliera di maggioranza e segretaria del circolo Pd del Bastione racconta in breve lo stato d’animo provato dalla giovane in quel momento. «Cosa avrei dovuto fare secondo lei? – si chiede ironicamente –. Annuirle e darle ragione, visto che stava per farmi delle domande e decidere della mia carriera? Chi mi conosce sa che non sono una guerrafondaia, anzi, di solito rifletto tanto prima di rispondere da perdere l’occasione per dire la mia. E in quel momento, purtroppo, come sarà successo e continua a succedere a tanti figli di immigrati, non ho saputo dare una risposta soddisfacente ad un commento razzista».
Rapi già lo scorso anno si era resa protagonista di una denuncia pubblica su Facebook di episodi di razzismo. Il 24 ottobre 2019 parlò di un consiglio comunale in cui, a suo dire, fu oggetto di una frase pronunciata da un altro eletto per cui «gli extracomunitari non sono castellani». Interpellata sul post di giovedì, la consigliera Rapi fa sapere che «noi della seconda generazione, figli di immigrati, esposti a commenti come questi, ci impegniamo per spiegare quello che siamo, cosa hanno fatto i nostri genitori nell’ottica dell’integrazione. Poi scrolliamo le spalle e andiamo avanti. Non ho preteso scuse, non ne ho bisogno. Se l’Università vorrà commentare, lo farò con loro privatamente». L’ateneo, da noi interpellato a riguardo, fa sapere di avere avviato delle ricerche interne per individuare la docente ed eventualmente chiarire la propria posizione. –
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