Il Tirreno

Empoli

lo sciopero dei metalmeccanici nell’empolese valdelsa 

Centinaia di lavoratori incrociano le braccia per chiedere più garanzie

Marco Pagli
Centinaia di lavoratori incrociano le braccia per chiedere più garanzie

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CASTELFIORENTINO

Mezza giornata di sciopero per centinaia di lavoratori metalmeccanici dell’Empolese Valdelsa. Gli operai hanno incrociato le braccia ieri per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica, che nei giorni scorsi aveva rigettato le richieste avanzate dai sindacati del comparto.

La partecipazione ha riguardato molte delle principali aziende del settore, ma anche alcune imprese artigianali, che hanno manifestato la loro solidarietà ai colleghi coinvolti nella trattativa. Emmeci, Fonderia Artigiana, Metalcoop, Scotti, Icet, Sicep, Techno System, Omar, Valiani, Testi, Sirti, Maggi Technology, Pertici Industries. I lavoratori in molti casi hanno manifestato di fronte ai cancelli delle fabbriche per chiedere il mantenimento del blocco dei licenziamenti e un incremento dei salari dell’8% rispetto ai minimi contrattuali. Ma anche lo sblocco nell’erogazione della cassa integrazione Covid, che ancora non è stata interamente pagata per migliaia di lavoratori.

Oltre alla piena applicazione dei protocolli anti-contagio attraverso maggiori controlli all’interno degli stabilimenti, una maggiore tutela per i lavoratori in attesa di tampone e meccanismi di difesa dei contratti a tempo determinato senza proroghe alla disdetta. «Il rigetto da parte di Federmeccanica delle richieste per il rinnovo del contratto nazionale – spiega il segretario Fiom, Daniele Calosi, che ieri ha partecipato ad una iniziativa al bar Puppino di Castelfiorentino in rappresentanza anche delle sigle Fim e Uilm territoriali – la dice lunga sulla volontà degli industriali di utilizzare la crisi sanitaria per tenere bassi i salari e ridurre i diritti sul lavoro. L’uscita dall’emergenza sanitaria e il rilancio economico passano anche e soprattutto attraverso il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, che storicamente è considerato “pilota” per tutti gli altri Ccnl. Chiediamo diritti e reddito per tutti i lavoratori che anche in questa fase così difficile per il Paese hanno dimostrato la loro responsabilità, superando la paura e sostenendo la produzione».

Nell’Empolese Valdelsa i lavoratori in attesa di rinnovo del contratto di Federmeccanica sono diverse migliaia. Ma tantissimi sono anche gli operai del settore impiegati in aziende dell’artigianato e di Unionmeccanica. Tutte facce di una stessa medaglia di un comparto che necessita di maggiore attenzione e stabilità. «Se vogliamo davvero far ripartire l’Italia deve essere rigettata la cultura che vede il lavoratore come un costo e non come un bene su cui investire – va avanti Calosi – Nella nostra piattaforma esistono molti strumenti per dare risposta alla crisi. Le aziende in questi anni hanno accumulato ricchezza e adesso è il momento di redistribuirla». —

Marco Pagli

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di Redazione web