Il Tirreno

Empoli

A piedi fino dal premier «Ecco cosa chiederemo»

Marco Pagli
A piedi fino dal premier «Ecco cosa chiederemo»

Il coordinatore di Ristoratori Toscana nell’Empolese Valdelsa parteciperà alla marcia degli esercenti verso Roma che scatta stamattina da Firenze 

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/ EMPOLI

Alla marcia di ristoratori ed esercenti da Firenze a Roma promossa da Ristoratori Toscani ci sarà anche il coordinatore dell’Empolese Valdelsa, Antonio Sabatino.

Il titolare del bar Leontina di Empoli questa mattina sarà al presidio a Ponte Vecchio a Firenze e poi partirà assieme ad altri cento piccoli imprenditori per un percorso a piedi che li condurrà in dieci giorni nella Capitale per chiedere una maggiore attenzione ad un settore fortemente colpito dagli effetti della pandemia. «Nel documento che abbiamo già inviato al presidente del Consiglio e che speriamo di poter discutere con lui – spiega Sabatino – ci sono tutte le nostre richieste per un mondo che sta subendo un colpo durissimo, non solo in conseguenza degli ultimi decreti. I provvedimenti che sono stati adottati in questi giorni, tra ristori, rinnovo dei crediti di imposta e sospensione dell’Imu, vengono incontro alla categoria. Ma per salvare le nostre aziende serve uno sforzo maggiore, interventi strutturali sia in termini di risorse nei confronti di imprenditori e dipendenti, sia in termini di riprogrammazione fiscale con un particolare riferimento alla decontribuzione sulle utenze».

La chiusura anticipata imposta dieci giorni fa e lo spettro di un nuovo lockdown hanno fatto ripiombare le attività in un nuovo cono d’ombra. L’estate non è riuscita a coprire le perdite accumulate in primavera e adesso gli esercizi sono tornati a perdere oltre la metà del proprio fatturato. Senza nessuna certezza riguardo ad un periodo, quello delle feste natalizie, che è alle porte e che solitamente per il settore è tra i migliori dal punto di vista degli incassi e del lavoro. «Purtroppo non sappiamo quanto questa situazione può andare avanti – continua – e non c’è una prospettiva di uscita a breve termine. Sono mesi che lavoriamo al 30-40% rispetto ai flussi normali e questo sta diventando insostenibile per gli imprenditori e allo stesso modo per i dipendenti, che in molti casi sono ancora indietro con la riscossione della cassa integrazione. Nel mio bar, ad esempio, abbiamo deciso di bloccare un ramo di attività perché non potevamo più sostenere i costi. Da questa settimana non facciamo più servizio colazioni perché le spese per gli alimenti freschi non erano più coperte dalle vendite. Proseguiamo con confezionati, tabacchi e caffè in attesa che la situazione finalmente si sblocchi».

Da qui è nata l’idea di una mobilitazione che portasse le rivendicazioni degli esercizi commerciali, di somministrazione e non solo, direttamente al governo centrale. Ristoratori Toscani è un’associazione indipendente creata alcuni mesi fa sulla scorta delle enormi difficoltà che sta vivendo il comparto e che sta riscuotendo sempre più adesioni anche sul territorio. «Vogliamo che la nostra voce arrivi più forte possibile – spiega Antonio Sabatino – e per questo siamo disposti a camminare per dieci giorni da Firenze a Roma. Faremo tappe di circa 30 chilometri al giorno con alcuni stop lungo il tragitto e fermate per la notte in ostelli e bed&breakfast, espressione anch’essi del nostro stesso disagio. In tutto saremo un centinaio, con altri esercenti che faranno con noi alcune tappe. Arriveremo a Roma il 13 novembre e abbiamo chiesto un incontro con il premier Giuseppe Conte, sperando che ci possa ricevere». —

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