Il Tirreno

Empoli

Donna in ospedale, familiari senza notizie

La protesta della nipote: «Mia nonna ricoverata con una frattura al femore, poi 24 ore di vuoto. E ha fatto tre tamponi»

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CASTELFIORENTINO

Quasi 24 ore senza avere notizie della nonna, 89 anni, ricoverata all’ospedale San Giuseppe di Empoli per la frattura di un femore.

Con telefonate cadute nel vuoto, visite non permesse, momenti di tensione all’ingresso del nosocomio. È la brutta avventura capitata a una famiglia di Castelfiorentino, rimasta quasi prigioniera del complicato periodo Covid. L’inizio è una caduta in casa, capitata nel primo pomeriggio di martedì a una signora di 89 anni.

L’anziana viene portata all’ospedale di Empoli, dove al pronto soccorso è immediatamente riscontrata la frattura al femore di una gamba. Poi, però, il vuoto. O quasi.

«Da quel momento – racconta Elena Posarelli, nipote della donna – ho avuto solo notizie sporadiche di mia nonna. E tutte dal pronto soccorso, dove sono stati gentilissimi».

Subito dopo la signora viene sottoposta al tampone e, in attesa del responso, ricoverata nel reparto “bolla”. Ma il primo non viene analizzato. «Ci hanno chiamato di notte dall’ospedale per dire che doveva essere ripetuto». E all’ospedale, ieri mattina, si è presentata la nipote Elena. Voleva andare a trovare la nonna, portarle la biancheria pulita, un cambio, generi di necessità. Ma non ha potuto farlo. «Alla portineria dell’ospedale mi hanno trattata malissimo. Mi hanno detto che mia nonna è ricoverata in un reparto Covid, che non potevo vederla e che avevo persino sbagliato ad andare lì. Ho chiesto se fosse possibile parlare con un medico per capire cosa stava succedendo, come stava mia nonna – continua Posarelli – ma mi hanno risposto in malo modo che non era possibile e che dovevo andarmene».

Senza sapere neanche se la nonna abbia il coronavirus o meno. «Non aveva nessun sintomo – precisa Posarelli – è stata portata in ospedale per la caduta in casa e la frattura del femore. E vorrei che fosse operata al più presto. È una donna anziana, che ha avuto problemi di salute nel corso degli anni».

Uscita dall’ospedale, Elena Posarelli è andata alla polizia a raccontare tutto, ma senza sporgere denuncia «A 24 ore dal ricovero – racconta – sono riuscita a telefonare al reparto. Mi hanno detto che potevo consegnare i vestiti e oggetti personali alla porta e così ho fatto, nonostante in portineria ancora una volta non mi volessero far passare. Poi mi ha chiamato mia nonna. Ha fatto tre tamponi, ma ancora non sa e non sappiamo i risultati».

Sulla vicenda l’Asl fa sapere che, in base all’ultima normativa regionale, le visite ai pazienti all’ospedale – e non solo al San Giuseppe – non sono consentite. Sono i medici, o comunque il personale sanitario, ad informare i familiari sulle condizioni dei loro cari una o, se necessario, anche più volte al giorno. –

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