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montelupo fiorentino 

Pavese: «Tamponi da fare a tutti o non farli a chi non ha sintomi»

D.D.

Il consigliere di FdI, padre di una studentessa, racconta l’esperienza diretta vissuta nei giorni  del periodo di quarantena

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MONTELUPO FIORENTINO

Finita ieri la quarantena per una classe della scuola media di Montelupo Fiorentino dopo la positività di uno studente al Covid-19. Lo fa sapere il consigliere comunale di Fratelli d'Italia eletto a Empoli, Federico Pavese, residente a Montelupo, raccontando una situazione che lo ha riguardato da vicino poiché nella sezione interessata va a scuola anche sua figlia, che ha dovuto osservare come i compagni un periodo di quarantena fiduciaria con didattica a distanza dallo scorso venerdì, quando il ragazzo in questione ha avuto l'ufficialità di essere stato colpito da Coronavirus. «Il ragazzo è a casa da due mercoledì fa - spiega Pavese - ha fatto il tampone due sabati fa e ha avuto la risposta giovedì scorso. Nell’ordinanza della Asl, che abbiamo ricevuto venerdì, c’era scritto di contattare il pediatra che, come ad altri, ha prescritto il tampone anche se mia figlia non aveva sintomi. Altri hanno contattato i loro pediatri che non hanno prescritto loro il tampone». Si sono dunque generate situazioni differenziate tra chi ha effettuato il test o meno, ma anche tra chi ha ottenuto il risultato dell'accertamento o meno. «La sanità toscana - prosegue Pavese - mette in mano alla mia famiglia la responsabilità di rimandare a scuola mia figlia, senza un referto certo, mentre rientreranno tranquillamente quelli che il referto non lo hanno nemmeno chiesto. Consegna, di fatto, alla discrezione di un pediatra, il diritto allo studio di mia figlia, poiché ora coloro i quali rimandano a scuola i propri ragazzi senza aver fatto nessun controllo pretenderebbero che i nostri figli, non avendo ancora ottenuto il risultato del tampone, stessero a casa fin quando non c’è la conferma della negatività».

«Serve una procedura uguale per tutti - conclude Pavese - o tutti fanno il tampone o non lo fa nessuno. Oppure non lo fanno almeno quelli che non hanno sintomi». —

D.D.

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