Fiori e lacrime davanti al Mind in ricordo di Erika
A un anno della tragica fine della giovane livornese la famiglia si è ritrovata davanti alla discoteca di Sovigliana dove la ragazza morì
VINCI
C'erano i genitori, la famiglia, gli amici. Si sono ritrovati ieri mattina davanti al Mindi, la discoteca di Sovigliana dove la maledetta notte di un anno fa mortì Erika Lucchesi, 19enne livornese, in seguito all'assunzione di sostanze stupefacenti.
Davanti alle porte chiuse del locale hanno ricordato Erika con foto, fiori, messaggi e tante lacrime per un dolore ancora forte. E il prossimo 6 novembre saranno processati con rito abbreviato davanti al gup di Firenze i due imputati per la morte di Erika Lucchesi: il ventottenne tunisino Emir Achour e il ventunenne Matteo Nerbi, uno degli amici di Erika, accusati in concorso di morte in conseguenza di altro reato e di spaccio di sostanze stupefacenti.
In base a quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal pm Fabio Di Vizio, Erika morì nel locale dopo aver accusato un malore provocato dall’assunzione della droga. Il pusher tunisino, che si trovava ancora nella discoteca, venuto a conoscenza del fatto avrebbe regalato le pasticche che gli erano rimaste agli altri avventori in modo da uscire senza lo stupefacente ed evitare così problemi in caso di controlli da parte dei carabinieri preenti sul posto. Emir Achour avrebbe venduto a Erika almeno quattro pasticche di ecstasy. La cessione sarebbe avvenuta sui divanetti della discoteca.
E, nella mattinata, anche il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, ha raggiunto il Mind per incontrare la famiglia della ragazza. «I genitori di Erika Lucchesi, la ragazza tragicamente morta, nella discoteca Mind, hanno voluto ricordare la figlia, ad un anno dalla scomparsa, nel luogo della tragedia – ha scritto il primo cittadino – mi è sembrato giusto ed opportuno portare loro la solidarietà e la vicinanza della Città di Vinci. Inoltre ho evidenziato ad entrambi il mio auspicio che la giustizia individui le giuste responsabilità». —
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