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Confesercenti chiede flessibilità ai sindaci sull’orario di chiusura
EMPOLI
«Abbiamo chiesto ai sindaci dell'Unione dei Comuni elasticità in merito alla disposizione che impone la chiusura alle 24 degli esercizi pubblici. Saremo scrupolosi, ma chiederemo tolleranza per far defluire le persone all'esterno con un minimo di comporto». A dirlo è Gianluca D'Alessio, referente sindacale per l'Empolese Valdelsa di Confesercenti, che ha espresso agli amministratori locali tutte le proprie preoccupazioni in merito al Dpcm in vigore da ieri. «L'impatto per la somministrazione è fortissimo - prosegue - permettere le aperture fino alle 18 per la mescita non al tavolo significa limitare gli aperitivi. Per questo penso, per esempio, che per via Tinto da Battifolle e piazza della Vittoria a Empoli, luoghi classici di ritrovo, non ci sarà bisogno di interventi di chiusura delle strade dopo le 21: il problema di fatto si risolverà da solo». D'Alessio sottolinea l'impatto che il Dpcm avrà sulla ristorazione: «Gli esercenti dovranno di nuovo calcolare le capienze e studiare le superfici - è l'opinione del delegato di Confesercenti - perderanno ulteriori posti a sedere e l'impatto sarà forte». Passando alle manifestazioni di Empoli, doveva essere recuperata un'edizione di Empolissima saltata a primavera e che si sarebbe tenuta dopo quella autunnale dello scorso 11 ottobre mentre, secondo l'associazione, i mercati settimanali non sono toccati dal nuovo Dpcm. E per il Natale? «Non credo ci sarà la necessità di rinunciarci - risponde Gianluca D'Alessio, in linea con quanto dichiarato nelle ore precedenti da Eros Condelli dell'Associazione Centro Storico - le attuali disposizioni non vanno a impattare su come la manifestazione è stata organizzata per l'edizione 2020: era importante mantenere la continuità». Al lavoro sul territorio anche Ristoratori Toscana che ha indetto per giovedì un incontro a Empoli con i referenti regionali. «Ho chiesto un appuntamento all'assessore Antonio Ponzo Pellegrini - spiega il rappresentante locale Antonio Sabatino - i pareri degli esercenti sono discordanti ed è difficile tenere una linea comune. Il problema è che gente in giro non ce n'è e tanti bar sono già costretti, dal canto loro, a chiudere alle 18». —
D.D.
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