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Empoli

coronavirus: la situazione 

Altri 24 casi, tre in un asilo E c’è coda per fare i tamponi

Daniele Dei
Altri 24 casi, tre in un asilo E c’è coda per fare i tamponi

Decine di auto in fila ieri alla postazione drive through nella zona dello stadio La direttrice Guarducci fa il punto della situazione all’ospedale, 24 i ricoverati

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/ EMPOLI

Con i nuovi 24 casi di cornavirus accertati ieri, il totale relativo al mese di ottobre nell'Empolese Valdelsa sale a quota 282. Ci sono altri quattro minorenni ad aver contratto il Covid-19: tra questi un 14enne residente a Vinci e dei bambini legati alle positività registrate nei giorni scorsi all'asilo nido "Peter Pan" di Empoli: il più piccolo ha quattro anni.

Generalmente, si apprende dall'Asl Toscana Centro, chi è stato preso in carico nelle ultime 24 ore per Covid ha avuto quasi sempre contatti certi con altre persone infette. Nel dettaglio, si registrano sette casi a Empoli, sei a Fucecchio, quattro a Cerreto Guidi, due a testa a Montelupo Fiorentino e Vinci, uno anche a Castelfiorentino, a Certaldo e a Montespertoli.

L'aumento dei casi e le reti di relazioni tra persone hanno come conseguenza la grande mole di lavoro per chi effettua i drive through: ieri pomeriggio erano in decine le auto in coda nei pressi dello stadio "Carlo Castellani" di Empoli per effettuare i tamponi nasofaringei. Intanto all'ospedale San Giuseppe, dove nella tarda mattinata di ieri un altro paziente è stato trasferito in un altro nosocomio per l'aggravarsi delle proprie condizioni, la direttrice Silvia Guarducci sta facendo i conti con l'evoluzione della pandemia a una settimana esatta dalla riapertura dei setting di malattie infettive. «La situazione è dinamica e in evoluzione – spiega la dottoressa – nello scorso fine settimana abbiamo riaperto 24 letti Covid, al momento tutti occupati. Abbiamo inoltre aperto 12 posti letto bolla per pazienti in attesa dell'esito del tampone e stiamo predisponendo l'apertura di ulteriori letti Covid per i prossimi giorni». E per la terapia intensiva? «Al momento non è prevista la riapertura di letti – risponde la direttrice del San Giuseppe – ma la centralizzazione verso le terapie intensive Covid aziendali, in base all'andamento della malattia».

I tre setting Covid, nel periodo primaverile, avevano ospitato circa 200 pazienti fra ordinari e terapia intensiva. «Da fine estate – prosegue Guarducci – il nostro ospedale ha un piano di rifunzionalizzazione Covid, in cui sono previsti diversi step, in base all'andamento epidemiologico della malattia, con l'individuazione di spazi, personale risorse necessarie. Stiamo costantemente monitorando l'andamento della malattie e del numero dei pazienti ricoverati, in collaborazione con la Centrale operativa remota operazioni soccorso sanitario e la rete ospedaliera, per rispondere in maniera coerente e tempestiva».

Al momento sembra tutto sotto controllo, anche al pronto soccorso: «Per ora gli accessi sono stabili – fa sapere – anzi leggermente più bassi dell'anno scorso nello stesso periodo. Sembra che stia andando bene la sensibilizzazione della popolazione sull'appropriatezza del suo utilizzo. Restano comunque separati gli accessi con percorsi distinti per i pazienti sospetti da quelli che non lo sono».

Intanto l'Asl sta portando avanti nuove procedure di assunzione di personale medico e infermieristico, già incrementato nella prima fase dell'emergenza. —

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