Il Tirreno

Empoli

in tribunale 

Caso Arfaoui, chiesto il cambio del perito

Matteo Leoni

Gli avvocati della famiglia vogliono un altro medico legale per chiarire le cause della morte durante il fermo di polizia 

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/ EMPOLI

Sostituire il medico legale incaricato di effettuare la perizia sulle cause della morte di Arafet Arfaoui, il tunisino di 31 anni morto il 16 gennaio del 2019 durante un controllo di polizia in un call center di Empoli.

Lo chiedono al giudice per le indagini preliminari i legali della moglie e del fratello di Arafet, avvocati Giovanni Conticelli e Gianluca Vitale. Ieri al palazzo di giustizia di Firenze si è celebrata l’udienza per la ricusazione, al termine della quale il gip si è riservato sulla decisione, che arriverà nei prossimi giorni. Il motivo della richiesta è che sul caso di Arafet potrebbe piombare l’ombra di un’altra vicenda nota alle cronache, quella della morte di Riccardo Magherini, il quarantenne fiorentino deceduto nel 2014 mentre veniva arrestato dai carabinieri.

La richiesta, spiega l’avvocato Giovanni Conticelli, è stata avanzata «per gravi ragioni di convenienza», dal momento che il perito nominato, un medico legale di Modena, ha svolto il ruolo di consulente di parte dei carabinieri finiti a processo, e poi assolti in Cassazione, per la morte Magherini. Inoltre, nel procedimento relativo a Magherini, fa notare sempre Conticelli, il consulente era stato nominato dal legale dei militari, avvocato Francesco Maresca, che assiste anche due dei cinque poliziotti indagati per la morte di Arfaoui. In seconda istanza, l’avvocato Conticelli ha chiesto al giudice di procedere comunque alla sostituzione d’ufficio del consulente per motivi di opportunità, anche se non venissero riscontrati gli estremi di legge per una ricusazione formale.

Sulla questione la procura di Firenze non si è pronunciata e si è rimessa alla decisione del giudice. Contrario l’avvocato Maresca, così come il difensore di uno dei due sanitari indagati. I legali degli altri tre poliziotti e dell’altro sanitario hanno deciso invece di rimettersi al giudice, come la procura.

La perizia è stata disposta dal gip per stabilire se la posizione in cui i poliziotti hanno tenuto a terra l’uomo, per circa 15 minuti, prono e con la mani legate, possa aver provocato la morte per asfissia. Era stato lo stesso gip lo scorso gennaio a rilevare la necessità della perizia, quando aveva accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione delle indagini presentata dai legali dei familiari di Arafet. Per questo il gip aveva ordinato alla pm Christine Von Borries di indagare per omicidio colposo i cinque poliziotti, il medico e l’infermiera intervenuti al money transfer di Empoli, disponendo che venisse fatta una nuova perizia.

Le indagini serviranno per fugare ogni dubbio sulla legittimità del comportamento degli agenti – in particolare riguardo all’utilizzo di una corda per legare le gambe del tunisino – e sulla correttezza della condotta del medico e dell’infermiera del 118: i due, è l’ipotesi dei legali della famiglia di Arafet, si sarebbero avvicinati al nordafricano con un certo ritardo, alcuni minuti dopo esser entrati nel money transfer mentre l’uomo era a terra incosciente. –

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