Il Tirreno

Empoli

dopo le elezioni 

Gli agrari temevano il Partito socialista

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Le elezioni amministrative dell’ottobre 1920 rappresentarono un trauma per le classi dirigenti dell’epoca (in particolare gli agrari) costretti a confrontarsi con amministrazioni locali controllate da un Psi guidato dalla componente “massimalista”, ispirata dal “mito” della Rivoluzione d’Ottobre. A prescindere dagli atti che rivestivano una valenza simbolica, preoccupavano soprattutto i provvedimenti concreti che tali amministrazioni avrebbero potuto assumere, anche da un punto di vista fiscale. Tentare di invalidare il risultato elettorale era, quindi, la prima mossa da fare. Se quel tentativo non avesse avuto successo, si doveva puntare ad annullare le delibere dei Comuni (tramite il Prefetto) o ancora cercare direttamente lo scontro. A Montespertoli, nell’ottobre 1920, si optò appunto per questa soluzione.

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