Sicurezza
Confermata l’assoluzione per Calonaci
Gli avvocati difensori Clauser e Saldarelli: «Questa sentenza rende giustizia al nostro cliente ma arriva troppo tardi»
MONTESPERTOLI
Dopo oltre dieci anni il processo per presunte irregolarità nelle concessioni edilizie a Montespertoli sembra giunto alla fine. Ieri la corte di appello di Firenze, seconda sezione, ha confermato l’assoluzione dall’accusa di concussione per l’architetto Marco Calonaci. Nel 2009, nel pieno dell’inchiesta, Calonaci fu arrestato in qualità di responsabile dell’ufficio assetto del territorio del Comune. Nel febbraio del 2017 l’architetto fu assolto, insieme ad altre tre persone, “per non aver commesso il fatto” in riferimento a presunti reati urbanistici e “perché il fatto non sussiste” in merito a un episodio di presunta concussione, per avere costretto un privato ad avvalersi dell’attività di un architetto scelto dal responsabile del Comune. Il collegio, presieduto dal giudice Marco Bouchard, stabilì anche “il non doversi procedere”, perché “tutti i reati sono estinti per intervenuta prescrizione”, nei confronti degli altri imputati, complessivamente 14, e tra gli altri l’ex sindaco del Comune Antonella Chiavacci (Pd), accusata dai pm Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione, di non aver controllato l’operato di Calonaci. I pubblici ministeri avevano presentato appello contro l’assoluzione di Calonaci per concussione. Ieri la vicenda è arrivata alla sua conclusione. La corte di appello di Firenze, seconda sezione, ha dichiarato inammissibile il ricorso, come chiesto dai difensori di Calonaci, avvocati Fabio Clauser e Adriano Saldarelli. «Questa sentenza – affermano i difensori dell’architetto – rende giustizia al nostro cliente, ma arriva troppo tardi. Dopo la custodia cautelare, dopo dodici anni e dopo decine di contestazioni, il nostro assistito è stato assolto. I segni restano: a causa di queste indagini, che non solo non hanno mai portato ad una condanna ma che hanno trovato smentita in numerose sentenze di assoluzione, Calonaci ha perso il lavoro ed ha patito gravi problemi di salute. Ancora oggi il pregiudizio per essere stato indagato lo tiene isolato dal mondo del lavoro. I danni provocati alla sua persona e al suo onore sono incalcolabili». –
Matteo Leoni
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