Il Tirreno

Empoli

empolese valdelsa 

Oltre duemila lavoratori del settore artigianato senza cassa da 4 mesi

Marco Pagli
Sergio Luschi della Filctem Cgil
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Sergio Luschi della Filctem Cgil

Si tratta dei dipendenti di imprese artigiane per i quali gli ammortizzatori sociali legati all'emergenza Covid-19 vengono erogati attraverso un fondo di categoria: l'Fsba, ovvero il fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato

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EMPOLI. Oltre duemila lavoratori sul territorio sono ancora in attesa di riscuotere quattro mensilità di cassa. Si tratta dei dipendenti di imprese artigiane per i quali gli ammortizzatori sociali legati all'emergenza Covid-19 vengono erogati attraverso un fondo di categoria: l'Fsba, ovvero il fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato. A causa del mancato trasferimento da parte del governo delle risorse sbloccate dalla Corte dei Conti, il fondo finora è rimasto praticamente vuoro. Gli unici contributi versati, infatti, sono quelli relativi ai mesi di marzo e aprile e solo in pochissimi casi al mese di maggio. Mentre i restanti mesi non risultano ancora pagati.

Nell'Empolese Valdelsa il maggior numero di aziende artigiane opera nei settori della moda, dell'impiantistica e della metalmeccanica. Seppure ce ne siano anche in molti altri comparti. Al pari delle altre, le imprese dell'artigianato stanno continuando a subire pesantemente i colpi della crisi innescata dalla pandemia. Dei 1.400 accordi (di cui 600 solo nel settore moda) firmati dal sindacato per l'accesso ai fondi di integrazione salariale previsti dai decreti governativi da marzo ad ora, circa il 30% interessa attività artigiane.

Per un totale che supera di gran lunga i 2mila lavoratori coinvolti sugli oltre 9mila complessivi per i quali sono stati richiesti gli ammortizzatori. «La situazione è drammatica – attacca Sergio Luschi della Filctem Cgil di zona – se per il resto dei dipendenti, anche per coloro che beneficiano della cassa in deroga, i pagamenti sono arrivati, per quelli dell'artigianato mancano ancora quattro mensilità. La cosa è surreale e sta mettendo in gravissima difficoltà migliaia di famiglie sul territorio».

Ed entro la prima decade di ottobre, Cgil, Cisl e Uil della Toscana sono pronte a portare in piazza i lavoratori del settore artigiano di tutta la Toscana che da inizio maggio non ricevono la cassa integrazione. Lo hanno annunciato ieri a Firenze, nella sede dell’Ebret (l’ente bilaterale dell’artigianato toscano), Mirko Lami segretario regionale Cgil, Ciro Recce segretario generale aggiunto Cisl Toscana e Mario Catalini coordinatore Uil lavoratori dell’artigianato e presidente Ebret. Una prima tranche è stata erogata a fine giugno e con quella, in Toscana, si è riusciti a coprire fino a inizio maggio per tutti i lavoratori del settore (circa 100 mila, in 29 mila aziende). Con la fine del lockdown sono rimasticomplessivamente 30 mila i lavoratori artigiani toscani in “cassa”, ma nessuno di loro ha percepito più un euro. Eppure la Corte dei Conti ha sbloccato i fondi e il governo deve solo trasferirli a FSBA, che li verserà ai lavoratori. —


 

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