Toscana
Esposto in Procura di Fratelli d’Italia per la Tari versata dai gestori
EMPOLI
Secondo una sentenza della Cassazione del 10 febbraio scorso, i gestori dei parcheggi sono tenuti a pagare la Tari, l'imposta legata alla gestione dei rifiuti, per la metratura degli stalli a loro concessi.
Per questo i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia a Empoli hanno presentato, lunedì scorso, un esposto alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Firenze, segnalando come, secondo quanto da loro raccolto, Abaco Spa e Input Srl abbiano fino a oggi versato il tributo per i soli 60 metri quadrati degli uffici di via Ferrucci. «È dovuta la tassa dal soggetto che occupi o detenga un'area per la gestione di un parcheggio affidatagli dal Comune in concessione», scrive la Suprema Corte che, in altro passaggio spiega: «I parcheggi sono aree frequentate da persone e, quindi, produttive di rifiuti in via presuntiva». Insomma, ci dovrebbe essere un contributo alla pulizia stradale secondo la prima firmataria Simona De Rosa, il capogruppo Andrea Poggianti e il consigliere Federico Pavese.
In una risposta scritta a un'interrogazione di FdI, risalente al maggio scorso, l'ufficio tributi del Comune spiegava che: «Il gruppo in oggetto risultava iscritto e versante la tassa sui rifiuti solo ed esclusivamente per i locali a uso ufficio». Secondo Fratelli d'Italia si è configurato un danno erariale.
«Avevo saputo di quella sentenza della Cassazione – spiega la consigliera Simona De Rosa – per questo avevo proposto l'interrogazione ed effettuato delle ricerche, non aiutata dal Comune. Nel 2019 i gestori dei parcheggi hanno versato tributi Tari per 549 euro, secondo le nostre stime si configurerebbe un danno erariale di 82.551,88 euro, senza l'annualità in corso».
Per fare questa stima, sono stati calcolati circa 2.500 stalli con una misura minima di 4,50 per 2,30 metri, arrivano così a una superficie totale affidata al concessionario di 25.875 metri quadrati. «E – prosegue la consigliera – non conteggiato eventuali sanzioni amministrative e l'applicazione dei relativi interessi. Se dovessimo sommarli, arriveremmo a quasi il doppio della cifra di ammanco indicata nell'esposto».
Per De Rosa, Poggianti e Pavese in questa vicenda ci sono responsabilità precise: «Il danno erariale – scrivono nell'esposto – non può essere addebitato semplicemente al responsabile del settore finanziario-tributi, ma anche al segretario generale, per avere omesso l'attività di controllo interno, e alla giunta, in particolare al sindaco Brenda Barnini con delega al bilancio, trattandosi di "colpa di apparato", da individuarsi nell'inefficiente organizzazione amministrativa del Comune». —
D.D.
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