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Empoli

La vicenda di palazzo Pretorio ora sembra meno nebulosa

Giacomo Bertelli
La vicenda di palazzo Pretorio ora sembra meno nebulosa

Arrivata la relazione chiesta dal tribunale di Firenze sui lavori di ristrutturazione. Entro settembre potrebbe esserci l’incontro tra Comune di Certaldo e la famiglia Tampone 

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CERTALDO. Sembrano rientrare alcune criticità legate ai lavori di ristrutturazione del simbolo di Certaldo, palazzo Pretorio (ora chiuso parzialmente al pubblico), dopo l'investimento da 1,5 milioni di euro fra il 2008 e il 2014.

Alcune stanze sono chiuse per criticità riscontrate al termine dei lavori e adesso la figura professionale, nominata dal giudice del tribunale di Firenze, ha presentato la sua relazione per cercare una mediazione tramite l'organismo di conciliazione. La relazione presentata dal professore Sandro Chiostrini ha visto l'analisi di 16 punti di criticità e sul tavolo sono stati indicati tutti gli interventi da fare per rispondere all'obiettivo primario dell'amministrazione comunale: rendere nuovamente il palazzo fruibile ai visitatori prima possibile, tramite propri stanziamenti. Adesso, con questa relazione, l'incontro di settembre per risolvere definitivamente la questione tra le parti assume un ruolo cruciale.

Da una parte i parenti del defunto ingegnere Gennaro Tampone, dall'altra l'amministrazione comunale pronta ad avere la risposta sulla sua richiesta di risarcimento quasi milionaria. Inoltre, con la determinazione del 3 settembre 2020 da parte del Comune, avviene una revoca parziale in merito ai certificati di regolare esecuzione dei lavori che erano stati annullati dopo le verifiche da parte dell'amministrazione di Certaldo. Si tratta di una vicenda che si trascina ormai dalla campagna elettorale del 2014 e che ogni giorno vede arricchirsi di dettagli ed aggiornamenti che probabilmente lasciano più di un rammarico. In un periodo come questo, infatti, neanche il Covid 19 ha frenato l'entusiasmo dei turisti per vedere il sistema museale del paese e chissà che, con un palazzo Pretorio, completamente aperto, il flusso potesse mai raggiungere ulteriori record.

Ma questa è un'altra storia, una pagina forse da scrivere in futuro. Ora nel mese di settembre è attesa la risposta da parte dei familiari dell'ingegnere Tampone, figura scelta dall'amministrazione comunale per quei lavori tanto contestati e per i quali adesso lo stesso municipio richiede un risarcimento quasi milionario. La vicenda comincia nel 2006 quando venne approvato il progetto definitivo dell'intervento di restauro e consolidamento di palazzo Pretorio e della chiesa dei Santi Tommaso e Prospero in Certaldo Alto. Con 5 determinazioni dirigenziali, a firma dell'allora responsabile dell'ufficio tecnico, Pier Giuseppe Spannocchi, l'incarico di progettazione architettonica - strutturale e direzione dei lavori venne affidata all'ingegner Gennaro Tampone. Le funzioni svolte da Spannocchi sono state poi assunte dalla geometra Nadia Traini, dopo la riorganizzazione degli uffici avvenuta nel giugno 2014.

Dopo che sono stati spesi a partire dal 2012 oltre 1,5 milioni di euro (875mila euro di fondi regionali e 625mila euro di risorse comunali) per lavori di ristrutturazione divisi in 3 lotti, al termine del cantiere emergono criticità. Nel dicembre 2014 vengono trasmessi dall'ingegnere Gennaro Tampone i certificati di regolare esecuzione dei lavori. Successivamente è emerso che tali documenti non erano mai stati depositati all'ufficio del settore sismico della Regione Toscana ma solo al Comune. L'amministrazione decise di tutelarsi, chiudendo alcuni locali, riscontrando sin da subito un danno economico e di immagine. Tampone fece riferimento allora all'articolo 4 della legge 1086/1971 dove non si richiedeva la consegna di tali documenti. Riferimento che venne però osteggiato dal municipio che, facendo riferimento al Dpr 380 del 2001, vede palazzo Pretorio classificato come immobile a rischio sismico e quindi si rendeva necessario depositare tali documenti al Genio civile.

Le verifiche effettuate poi dalla Regione Toscana, su segnalazione del Comune di Certaldo, hanno definitivamente messo in evidenza problematiche di progettazione e difformità fra ciò che era stato approvato e poi realizzato. Il 23 novembre 2017 i certificati di regolare esecuzione persero efficacia e adesso, dopo un lungo percorso di verifiche, qualcosa sembra rientrare, in attesa della decisione finale davanti all'organismo di conciliazione fra le parti.

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di Redazione web