Il Tirreno

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il report 

Emergono i dati della crisi: perse 378 imprese in un anno

Marco Pagli

Sono pesanti i numeri dello studio fatto dalla Camera di Commercio  Il settore manifatturiero quello che soffre di più, tiene botta solo l’artigianato 

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/ EMPOLI

I primi effetti economici dell'emergenza sanitaria sul tessuto produttivo del circondario cominciano a farsi sentire e ad emergere dalle rilevazioni della Camera di Commercio di Firenze.

I dati relativi al secondo trimestre di quest'anno, quelli insomma del lockdown, mostrano una flessione del numero di imprese registrate di quasi 400 unità rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un assaggio di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi, quando le misure di sostegno (dalla cassa integrazione per i dipendenti agli sgravi fiscali) cesseranno. Un dato che non sfugge ai ricercatori dell'ente camerale provinciale. «I numeri di consuntivo del primo semestre confermano il forte ridimensionamento del turnover – scrivono nel report – vero e proprio elemento di discontinuità con i periodi precedenti. Il freno alla natalità, se persistente, rischia di riverberare i propri effetti sul medio-lungo periodo e di avere effetti depressivi sulla potenzialità innovativa del sistema imprenditoriale».

I numeri parlano da soli. Nel secondo trimestre del 2020 le aziende registrate risultano essere 19.382, mentre un anno fa erano 19.760. Ben 378 in meno a distanza di 12 mesi. Un dato che testimonia le difficoltà della macchina produttiva del territorio, alle prese con un arretramento delle iscrizioni e con un aumento delle cessazioni. Anche se – va detto – l'Empolese Valdelsa ha risposto meglio di altre aree della provincia. Il dato medio, infatti, certifica un -1,9%. Mentre nel circondario la variazione annua si ferma a -1,3%, il tasso di diminuzione più basso tra tutti i territori della Città Metropolitana di Firenze. A soffrire meno in proporzione sono state le imprese artigiane, che perdono meno terreno. Addirittura su base provinciale si è assistito ad un lievissimo incremento congiunturale dello 0,2%. Mentre tra le altre tipologie le imprese straniere, quelle femminili e quelle giovanili hanno subito i colpi più importanti in quanto a nuove iscrizioni. I cali vanno dal 63,9% delle prime al 52,4% delle ultime.

Spostando lo sguardo ai settori le iscrizioni tra giugno 2019 e giugno 2020 sono crollate nel manifatturiero (-30%), mentre nelle costruzioni, nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nel settore dell'accoglienza e della ristorazione sono diminuite di poco meno del 20%. Già nel primo trimestre, comunque, si era certificato un andamento negativo che da una parte scontava un inizio anno non brillantissimo e dall'altra risentiva delle prime settimane di chiusure a marzo. Il saldo tra nuove iscrizioni e imprese cessate, infatti, era di -139 aziende, che in termini percentuali valeva un 0,7% in meno. «Probabilmente da questi dati non si coglie ancora pienamente l'impatto che la crisi derivata dall'emergenza Covid – avevano scritto i redattori del report relativo al trimestre precedente – potrà avere sulle imprese di tutta la Città Metropolitana fiorentina, in quanto il sistema imprenditoriale si muove in maniera più rigida rispetto ad altri indicatori di natura macroeconomica».

Una previsione che si è confermata anche nei tre mesi successivi e che non lascia ben sperare, almeno per la tenuta quantitativa del tessuto produttivo locale, per la seconda metà dell'anno. —

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