Il Tirreno

Empoli

la ricorrenza 

Cent’anni di Empoli visti dal presidente Corsi

Cent’anni di Empoli visti dal presidente Corsi

Lettera aperta al popolo azzurro del massimo dirigente: «Presto ci ritroveremo insieme a soffrire e gioire al Castellani»

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EMPOLI. Non sono i cent’anni di solitudine resi immortali da Gabriel Garcia Marquez. No, sono cent’anni d’azzurro, cent’anni di Empoli. Eppure il realismo magico, il genere creato dal genio letterario colombiano, fa parte anche di questa storia.

Perché nel suo secolo di vita l’Empoli ha toccato vette inimmaginabili. Magiche, appunto, ma dannatamente reali. E in questo caldo agosto post Covid, seppur senza un compleanno certo (nel senso di data esatta dalla fondazione), la società ha deciso di celebrarsi. Prima con il logo del centenario, reso pubblico nei giorni scorsi, ora con una lettera firmata dal presidente Fabrizio Corsi e pubblicata su sito e canali di social del club. «Una ricorrenza da celebrare, un centenario da festeggiare, un secolo di Empoli, del nostro amato Empoli – scrive Corsi – in questo anno particolare la squadra della nostra città raggiunge un traguardo storico, 100 anni fatti di gioie e dolori, di momenti felici e altri meno, di pianti e di sorrisi e di tanti piccoli ma indelebili ricordi che ogni sportivo empolese porterà per sempre con sé. Guardando indietro mi rivedo bambino, quando con mio babbo Ruffo andavo alla partita, felice, spensierato e pronto a tifare la squadra della mia città. Un amore che lui fin da sempre mi ha trasmesso e che altrettanto ho fatto io con Rebecca e tutti gli altri miei figli. Di tempo ne è passato e da quasi 30 anni ho l'onore e il piacere di guidare l'Empoli, con enorme passione e grande dedizione verso i nostri colori. In questo secolo azzurro tanti giocatori importanti hanno vestito la nostra maglia, tanti allenatori si sono formati ad Empoli per poi spiccare il volo. La nostra storia è stata costellata di tanti momenti belli, di traguardi raggiunti grazie alla voglia, alla caparbietà e ad un’unione tra tutte le parti che ha reso e rende Empoli forse unica. Nel corso del tempo siamo diventati un modello, molte volte la nostra piccola cittadina ha combattuto alla pari contro le grandi realtà con orgoglio e fierezza senza temere il confronto. Accanto a questo sono arrivate anche sconfitte e delusioni che non ci hanno abbattuto ma ci sono servite da lezione, imparando dagli errori e ripartendo sempre con entusiasmo».

E ancora. «Cento anni alle nostre spalle, cento anni di passione allo stato puro, di tante persone che, anche se dietro le quinte, hanno sempre lavorato in maniera instancabile contribuendo ai tanti successi conquistati sul campo, anteponendo a tutto l'amore per i nostri colori. E in questo anno speciale un pensiero lo voglio dedicare a chi purtroppo ci ha lasciato nel corso del tempo e che col lavoro e le capacità ha permesso all’Empoli di raggiungere i grandi traguardi che tutti conosciamo. Il momento attuale, purtroppo, non ci permette di festeggiare come avremmo voluto, di ritrovarci tutti assieme per celebrare il secolo azzurro, il centenario della squadra della nostra città. L'augurio più grande è per tutti voi, per tutti gli sportivi empolesi che da sempre si sono stretti attorno alla squadra, dimostrando il proprio amore e l'attaccamento ai colori senza far mai mancare il sostegno e la vicinanza anche nei momenti più difficili. La speranza è quella di rivederci prima possibile al Castellani e di tornare ad emozionarci insieme per i nostri azzurri. Esultando, soffrendo, arrabbiandosi ma sempre più orgogliosi di essere empolesi. Buon centenario azzurro, buon compleanno Empoli».

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