Sicurezza
«La scommessa che ho vinto all’Enriques»
La dirigente scolastica Patrizia Paperetti va in pensione Tra i traguardi raggiunti nel suo decennio all’istituto il varo dell’indirizzo agrario
CASTELFIORENTINO
Gli ultimi giorni a lavoro per consegnare agli studenti dell'istituto 'Enriques' una scuola sicura e accessibile, prima di salutare quell'edificio che per anni è stata la sua casa e godersi la pensione. E' il pensiero di Patrizia Paperetti, 62 primavere all'attivo, 44 anni al servizio del mondo scolastico che sta per lasciare il polo scolastico dell'Enriques per dedicarsi alla famiglia e al suo impegno nel sociale. Da una scuola accessibile per tutti e sicura in vista del prossimo anno scolastico, fortemente condizionato dal Covid 19, Patrizia Paperetti, ripercorre il suo percorso all'interno della scuola. Arrivata a Castelfiorentino il 1 settembre 2010 dopo alcune esperienze fra San Casciano Val di Pesa, Firenze, Empoli e Pistoia, la preside Paperetti si è stabilita in questo territorio dove ha cercato sin da subito di dare una impronta chiara al suo operato: «Sognavo una scuola per tutti e di tutti. Questo è stato il mio filo conduttore che mi ha permesso di visitare l’Europa, mettendo sul piatto decine di scambi culturali che hanno arricchito la sottoscritta e gli studenti. Le esperienze all’estero fortificano, permettono il dialogo con i tuoi colleghi e allargano gli orizzonti degli studenti. Senza dimenticare però il rapporto con il territorio, perchè i nostri contatti con gli imprenditori e le istituzioni, sono vitali per far sì che gli studenti possano avere una occasione una volta usciti dall’Enriques». Da docente a dirigente, tanti progetti come la nascita dell’indirizzo agrario a Castelfiorentino, fortemente voluto dalla stessa Paperetti. Al fianco di un grafico pubblicitario e di uno scientifico, una scommessa che ha dato risultati significativi:«Non ci siamo mai fermati, vincendo tanti concorsi assieme ad altri indirizzi di studio». Con l’indirizzo agrario è nato la produzione di birra artigianale, ormai fiore all’occhiello della scuola, ma anche iniziative rivolte al mondo caseario. «Per me c’erano potenzialmente altri 5 anni ma ho preferito lasciare spazio ai giovani. Una sorta di turn over, come scelta di vita. Non bisogna ostinarsi, occorre guardare avanti» spiega la stessa preside che è agli sgoccioli di lavoro. —
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