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cerreto guidi 

Circolo abbandonato da anni, all’orizzonte c’è l’asta

.; Daniele Dei
Circolo abbandonato da anni, all’orizzonte c’è l’asta

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CERRETO GUIDI

Futuro incerto per la Casa del popolo di Bassa, frazione di Cerreto Guidi, chiusa da oltre due anni. Il circolo, oggetto di recente di una devastazione dopo che alcuni vandali sono entrati all'interno aprendo anche gli estintori presenti, è in mano a un curatore fallimentare e presumibilmente finirà all'asta, anche se non c'è una data. Il locale viene da un decennio particolarmente difficile. La casa del popolo era intitolata ad Alfio Bartolommei, sminatore che il 17 aprile 1945 perse la vita durante una bonifica tra Isola e La Scala. Dal 2009 è stata oggetto di una serie di ordinanze del Comune che invitavano all'interdizione della musica e delle attività di somministrazione nelle parti esterne del locale per il rumore considerato oltre il consentito. In precedenza altre sanzioni erano state comminate per rumori provocati dalla cappa della cucina e dalla musica propagata all'interno. La Società Cooperativa Alfio Bartolommei, proprietaria delle mura, aveva presentato un ricorso al tribunale amministrativo regionale a cui avevano resistito sia il Comune che Arpat, dopo che il municipio aveva emesso il 5 agosto 2011 una ordinanza di urgente sospensione dell'attività di somministrazione all'aperto. Nel 2015 la seconda sezione del Tar toscano ha rigettato il ricorso, ritenendo che i presupposti citati nelle ordinanze, avvalorati anche da controlli dell'Asl, erano «per sé idonei a dare fondamento giustificativo al provvedimento».

Poi, a maggio 2018, la chiusura: in polemica con il Comune e chi aveva sostenuto la cessazione delle attività all'aperto, era stata affissa una lettera ancora oggi presente sulla porta esterna del circolo. «Da 9 anni questo locale non può svolgere attività musicali né all'interno né all'esterno dell'immobile – si legge – da 8 anni questo locale non può utilizzare gli spazi esterni per la realizzazione di concerti, sagre, manifestazioni estive, e non solo. Tutti gli altri locali non hanno queste limitazioni».

Nel 2017 il legale rappresentante aveva ricevuto, a quel che si legge nella stessa lettera, la terza denuncia penale a riguardo: «Tutto ciò è semplicemente scandaloso e avviene in un silenzio assordante», sta scritto nell'appello. Da allora, nessuna presa di posizione e, nell'ottobre 2018, la cooperativa dichiarò il fallimento. «La situazione era insostenibile – spiega il consigliere comunale di opposizione ed ex presidente del circolo, Simone Barontini – andammo verso la liquidazione coatta perché un concordato non aveva senso. Le ordinanze ci tagliarono le gambe, non si poteva fare musica fuori né la ristorazione. Era diventato impossibile gestire per bene la situazione».

Barontini ricorda come un tempo il circolo «dava lavoro a otto persone» e che da allora i locali sono diventati terra di nessuno: «Quelli delle scorse settimane non sono i primi atti vandalici – conclude Barontini – le chiavi del circolo sono ancora in nostro possesso e siamo andati a controllare. Ogni tanto qualcuno fa una ragazzata perché forzare le porte e accedere è semplice». Nei giorni scorsi era stato devastato anche l'ex asilo parrocchiale, anche questo chiuso da tempo.

Daniele Dei

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