Il Tirreno

Empoli

il caso 

Verde pubblico e servizi per il dopo-ecomostro

Daniele Dei
Verde pubblico e servizi per il dopo-ecomostro

Nuovo incontro tra amministrazione comunale e residenti per parlare del futuro In attesa di poter sciogliere i nodi (aliquota Iva e non solo) sulla struttura

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EMPOLI. Per l’ecomostro di Ponte a Elsa, inizia la fase “uno e mezzo”. Dopo l'aggiudicazione all'asta da parte del Comune dell'area residenziale mai ultimata tra le vie Piero Gobetti e Dino Caponi e in attesa di formalizzare la compravendita al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, adesso dovrà iniziare un'altra partita: quella dell'acquisto del 33% di immobile di proprietà di un'impresa edile, socia di quella fallita e ancora proprietaria di una fetta del "palazzaccio". Lì, una volta risolto il problema della percentuale di Iva da pagare e firmato l'acquisto della parte comprata all'asta (si spera nel corso del prossimo mese di settembre) dovrà iniziare una trattativa per ottenere la parte restante.

Fino ad allora, niente "fase 2": che sia demolizione, ristrutturazione o altro niente sarà possibile finché non ci sarà un unico proprietario di tutto quel blocco, da una ventina d'anni l'incubo dei residenti del quartiere. Però, nella fase "uno e mezzo", nulla vieta almeno di immaginarsi quel che un giorno sorgerà su questa area. Per questo motivo al circolo Arci di Ponte a Elsa la sindaca di Empoli, Brenda Barnini, ha incontrato una trentina di residenti in un'assemblea che recuperava quella saltata il 4 marzo per l'arrivo dell'emergenza Covid-19. L'incontro è arrivato non senza qualche polemica: il 10 luglio scorso era stata organizzata un'altra iniziativa proprio sotto la costruzione, cui la sindaca mancò perché a Firenze per seguire l'evento promosso dal candidato presidente della Regione del Pd, Eugenio Giani. Al suo posto intervennero il vicesindaco Fabio Barsottini e l'assessore Adolfo Bellucci. Qualcuno lunedì sera ha anche attaccato dei cartelli per contestare la sindaca.

Fatto sta che l'assemblea, dove erano presenti anche le forze dell'ordine, si è tenuta in maniera contenuta salvo alcuni momenti di normale accesa dialettica. «È stata l'occasione – è il commento di Brenda Barnini – per rimettere in fila i passaggi già avvenuti e ricordare che senza la decisione dell'amministrazione comunale dello scorso novembre di partecipare all'asta fallimentare ora non potremmo discutere del futuro. Il passaggio che ha fatto il Comune, ovvero l’acquisto all’asta fallimentare di due terzi di stabile fallito, era l’unico possibile per cambiare le cose altrimenti avremmo continuato ad aspettare un fantomatico soggetto privato, che per tanti anni non si è mai presentato. Ora proseguiremo il percorso per entrare in possesso dell’immobile e così potremo operare e intervenire con la manutenzione, la messa in sicurezza e la pulizia dell’area, temi che giustamente stanno a cuore ai residenti».

L'acquisto dei due terzi di struttura permetterà comunque di poter svolgere pulizia e manutenzione del verde, tamponando almeno parte dei problemi. «Sicuramente demoliremo la struttura fatiscente – ha aggiunto Barnini – e al suo posto dovrà esserci verde pubblico ma anche qualche servizio per la gente come è stato chiesto».

Intanto i promotori dell'assemblea del 10 luglio si sono trovati ieri sera per discutere nuove azioni da portare avanti nei prossimi mesi per non abbassare l’attenzione sul tema. —
 

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